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La cicerchia, Lathyrus sativus L -parte 2-

Posted by on Nov 14, 2012 in Ambiente, Cucina, Featured, Mondo vegetale, Risorse naturali, Terra | 0 comments

La cicerchia, Lathyrus sativus L, come altre leguminacee, produce semi ad alto contenuto di proteine, che contengono anche, in quantità variabile, una neurotossina sotto forma di aminoacido β-N-Oxalyl-L-α,β-diaminopropionico acido od ODAP. L’ODAP è considerato la causa della malattia detta neurolatirismo, una patologia neurodegenerativa che causa la paralisi degli arti inferiori del corpo, che è stata riscontrata dopo delle carestie in Europa (Francia, Spagna, Germania), nel Nordafrica, nell’Asia meridionale ed è ancora persistente in Eritrea, Etiopia ed Afghanistan quando il seme di Lathyrus sativus diviene la fonte esclusiva o principale di nutrimento per lunghi periodi. Le regioni Lazio, Marche, Molise, Puglia ed Umbria hanno ottenuto dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, per la cicerchia prodotta nei loro territori il riconoscimento di prodotto agroalimentare tradizionale italiano. La cicerchia, Lathyrus sativus L, è coltivato in Asia e Africa Orientale sia...

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La cicerchia, Lathyrus sativus L -parte 1-

Posted by on Nov 13, 2012 in Ambiente, Cucina, Featured, Mondo vegetale, Risorse naturali, Terra | 0 comments

La cicerchia, Lathyrus sativus Linnaeus, 1758, è un legume appartenente alla famiglia delle Fabaceae, una pianta erbacea annuale molto simile a quella dei ceci. La cicerchia, Lathyrus sativus L, è coltivata in Italia, Lazio, Marche, Molise, Puglia e specialmente in Umbria, dove viene chiamata Cicerchie o Cecere, sin dai tempi dei romani che la chiamavano cicercula, è una pianta piuttosto rustica ricca di proteine e cresce anche in condizioni difficili e resiste benissimo alla siccità. Si semina in primavera e viene raccolta manualmente nel mese di luglio e si fa essiccare in modo naturale sul terreno. La trebbiatura avviene tra la seconda decade di luglio e la prima decade di agosto, con relativa pulitura e selezione del prodotto. Seguono le fasi di vagliatura e confezionamento. La cicerchia, Lathyrus sativus L, oltre che in Italia, è coltivata ad uso alimentare...

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Torta di mele per celiaci

Posted by on Oct 16, 2012 in Cucina, Featured, Risorse naturali, Salute | 0 comments

Quando sono incavolata, come sa bene chi mi conosce, mi metto a cucinare! Oggi e’ stata una giornata molto pesante, e allora ecco qua’ cosa ho sperimentato: una torta di mele con farina di riso per celiaci e intolleranti al lattosio.   Ingredienti: 2 mele 5-6 cucchiai di zucchero di canna 200 gr di farina di riso 2 uova Un vasetto di yogurt di soia 50 gr di margarina di mais Un po’ di cannella in polvere Un pugno di uva passa 2 cucchiai di pinoli Latte di soia.   Preparazione: Sbucciate le mele, tagliare a fettine meta’ mela il resto a pezzetti. Mettetele in una terrina e unitevi la scorza grattugiata del limone, il succo e lo zucchero di canna. Mescolate e lasciate insaporire le mele. Sgusciate le uova e sbattetele bene con lo zucchero di canna e...

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Il Farro e l’ Antica Roma – Parte II

Posted by on Jun 4, 2012 in Ambiente, Cucina, Culti ancestrali, Featured, Mondo vegetale, Religioni, Salute, Spiritualità, Terra | 0 comments

Il farro costituiva il cereale di base per alcune focacce rituali poste presso il letto della Flaminica e del Flamen Dialis: il fertum, focaccia senza lievito ricavata da un impasto di farro, latte, fegato di pecora e sale; gli strues, dei tramezzini dolci fatti a strati. Il farro costituiva anche la base di una pietanza simile alla polenta, il puls, servita con fettine sottili di lardo e considerata come il piatto più rappresentativo della cucina tipica degli antichi romani. Quando il frumento sostituì il farro nell’ alimetazione quotidiana, quest’ ultimo rimase comunque essenziale nei cerimoniale religiosi e non di una certa importanza: l’inaugurazione del rex sacrorum, la confarreatio, uno dei trei vincoli matrimoniali romani arcaici, al testamentum, nonchè nei cermimoniali delle Vestali, come quello della mola salsa, fino alla fine del IV secolo e.C. Le Vestali sceglievano e raccoglievano...

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Il Farro e l’ Antica Roma – Parte I

Posted by on May 29, 2012 in Ambiente, Cucina, Featured, Mondo vegetale, Religioni, Risorse naturali, Salute, Spiritualità, Terra | 0 comments

” Di tutti i cereali il popolo romano per trecento anni usò il farro” Gaio Plinio Secondo, Naturalis Historia   Il far, così come i Romani chiamavano il Triticum dicoccum, fu il cereale più consumato in epoca regia romana fino al primo periodo della Repubblica, prima di essere sostituito dal frumento. I cereali erano anche considerati come simbolo del nutrimento divino ed infatti, persino il pilum, l’apposito pestello per fare uscire i semi dalle spighe, era dedicato al dio Pilunmus, protettore dei neonati e delle puerpere. Tanto era sacro il farro ai Romani, che una festa in onore della sua torrefazione fu istituita da Numa a Febbraio, i Fornacalia; nome derivante dalla Dea Fornax, “fornace”. Il 1 Giugno invece, in occasione dei Carnalia, in onore della Dea Carna, alla farina di farro si univa una purea di fave novelle...

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