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Festa di San Valentino, Festa degli Innamorati

Festa di San Valentino, Festa degli Innamorati

La Festa di San Valentino, conosciuta anche come Giornata di San Valentino o Giorno di San Valentino, cade il 14 febbraio di ogni anno ed è celebrata in molti paesi del mondo, anche se rimane un giorno lavorativo nella maggior parte dei paesi dove viene celebrata.
Le origini della Festa di San Valentino si trovano nella celebrazione di Valentino, uno dei primi santi della chiesa cristiana.
La Festa di San Valentino è stata per la prima volta storicamente associata all’amore romantico nel circolo di Geoffrey Chaucer, nell’Alto Medioevo, nel periodo in cui fioriva la tradizione dell’amor cortese. Nel 15° secolo, la Festa di San Valentino divenne un’occasione in cui gli innamorati si scambiavano promesse e doni d’amore, offrendo fiori, dolci, e spedendosi biglietti d’amore, che vennero poi chiamati “valentini” (valentines). I simboli usati per la Festa di San Valentino oggi sono disegni a forma di cuore, colombe e la figura di Cupido Alato; e dal 19° secolo i valentini scritti a mano hanno lasciato il posto alle cartoline, prima stampate e poi anche elettroniche.

Si racconta che Valentino fu imprigionato per aver celebrato per aver celebrato dei matrimoni di soldati, ai quali era vietato sposarsi, e per aver officiato riti cristiani. Si racconta anche che, durante il periodo di detenzione, Valentino abbia curato una malattia agli occhi  della figlia del suo carceriere, Asterius e che, prima di essere giustiziato, Valentino, innamoratosi della ragazza, abbia scritto alla figlia di Asterius un biglietto d’addio che si concludeva con le parole “dal tuo Valentino”.

Una leggenda, di origine statunitense, narra come un giorno il vescovo Valentino, passeggiando, vide due giovani che stavano litigando ed andò loro incontro porgendo una rosa e invitandoli a tenerla unita nelle loro mani: i giovani si allontanarono riconciliati. Un’altra versione di questa storia narra che il santo sia riuscito ad ispirare amore ai due giovani facendo volare intorno a loro numerose coppie di piccioni che si scambiavano dolci gesti d’affetto; da questo episodio si crede possa derivare anche la diffusione dell’espressione piccioncini.
Secondo un altro racconto, Valentino, già vescovo di Terni, unì in matrimonio la giovane cristiana Serapia e il centurione romano Sabino: l’unione era ostacolata dai genitori di lei ma, vinta la resistenza di questi, si scoprì che la giovane era gravemente malata. Il centurione chiamò Valentino al capezzale della giovane morente e gli chiese di non essere mai più separato dall’amata: il santo vescovo lo battezzò e quindi lo unì in matrimonio a Serapia, dopo di che morirono entrambi.

Esistono molti santi martiri della chiesa cristiana chiamati Valentino, ma il 14 febbraio ne sono celebrati solo due: Valentino di Roma (Valentinus presb. m. Romae) e Valentino di Terni (Valentinus ep. Interamnensis m. Romae). Valentino di Roma fu un prete cristiano vissuto a Roma, martirizzato nell’anno 269 Era Corrente e sepolto lungo la via Flaminia. Il teschi coronato di fiori di Valentino di Roma è esposto nella basilica di Santa Maria in Cosmedin a Roma; altre reliquie sono conservate nella Basilica di Santa Prassede a Roma e nella Whitefriar Street Carmelite Church a Dublino, in Irlanda. Valentino di Terni fu vescovo di Interamna (oggi Terni) nel 197 Era Corrente circa e si dice sia stato martirizzato durante le persecuzioni dell’Imperatore Aureliano. Anche Valentino di Terni è sepolto a via Flaminia, ma in un luogo diverso da quello dove è sepolto Valentino di Roma; le sue reliquie sono riposano nella Basilica di San Valentino di Terni.
L’Enciclopedia Cattolica cita anche un terzo San Valentino che era menzionato nei primi martirologi
alla data del 14 febbraio, che fu martirizzato in Africa assieme ad altri suoi compagni, ma di lui non si sa altro che questo.

Il 14 febbraio si celebra la Festa di San Valentino secondo molte confessioni cristiane, ma nel 1969, con la revisione del Calendario dei Santi della Chiesa Cattolica Romana, la festa viene rimossa e relegata a festa particolare: locale o nazionale per le seguenti ragioni: “Benché la commemorazione di San Valentino sia molto antica, viene lasciata nei calendari come festa particolare, perché, a parte il nome, non si sa nulla di San Valentino tranne che è stato seppellito sulla via Flaminia il 14 febbraio”. La festa di San Valentino al 14 febbraio è celebrata a Balzan, Malta, dove si dice siano state trovate reliquie del santo e, nel resto del mondo, da tutti i cattolici tradizionalisti che seguono il vecchio calendario dei santi, quello precedente al Concilio Vaticano Secondo.
La chiesa ortodossa celebra San Valentino il 6 luglio, quando viene ricordato il presbitero romano, e il 30 luglio, quando celebra lo ieromartire Valentino, vescovo di Interamna.

Nel 5° e 6° secolo, nel Passio Marii et Marthae, viene pubblicata una storia inventata sul martirio di San Valentino di Roma, molto probabilmente usando le storie del martirio di altri santi, come si faceva di solito nella letteratura dell’epoca; la storia inventata racconta che San Valentino venne perseguitato come cristiano ed interrogato dall’imperatore Claudio II in persona, che fu colpito da Valentino e si mise a discutere con lui e provò a convertirlo al paganesimo per salvargli la vita. Valentino, dal canto suo, tentò di convertire l’imperatore al cristianesimo e per questo fu ucciso. Si racconta anche che, prima di essere ucciso, Valentino abbia guarito la figlia del suo carceriere Asterius che si convertì al cristianesimo e venne battezzata assieme a quarantaquattro membri della sua familia, tra familiari effettivi e servitù. Si dice anche che Valentino abbia celebrato dei matrimoni di soldati, ai quali era vietato sposarsi, perché si riteneva che un uomo sposato non fosse un buon soldato. Un’altra storia racconta che Papa Giulio I costruì una chiesa sul sepolcro di San Valentino, ma fu un tribuno di nome Valentino a donare il denaro per costruire la chiesa al tempo in cui Giulio I era papa. La leggenda racconta anche che la sera prima di essere ucciso Valentino ha scritto il primo biglietto “valentino” indirizzato alla figlia del suo carceriere Asterius, firmandolo “Tuo Valentino” (Your Valentine), ed è da qui che si dice abbia origine l’espressione “Dal Tuo Valentino” (From Your Valentine), usata oggi. Questa leggenda è stata pubblicata dall’American Greetings e da The History Channel. Sia John Foxe che l’Ordine della Beata Vergine del Monte Carmelo, riportano che i resti di San Valentino sono conservati nella Basilica di Santa Prassede a Roma, che si trova vicino al cimitero di Sant’Ippolito. L’Ordine della Beata Vergine del Monte Carmelo dice che, secondo la leggenda, “La stessa Giulia piantò un mandorlo rosa fiorito accanto alla sua tomba. Ed oggi il mandorlo rimane il simbolo di amore e amicizia che durano nel tempo.”

Fonti moderne divenute oggigiorno molto popolari affermano che la Festa di San Valentino trova le sue origini in alcune feste greco-romane non ben specificate che si tenevano a metà del mese di febbraio ed erano dedicate ai riti di fertilità, come Lupercalia, ma non ci sono prove del fatto che la Festa di San Valentino derivi dalla festa dell’Antica Roma di Lupercalia, dato che la festa di San Valentino non assume, storicamente, alcuna connotazione romantica fino al 14° sec quando viene associata all’amore romantico nel circolo di Geoffrey Chaucer, nel periodo in cui fioriva la tradizione dell’amor cortese. In ogni caso, secondo l’antico calendario ateniese, il periodo che va da metà gennaio a metà febbraio era chiamato il mese di Gamelion ed era dedicato alle nozze sacre di Hera e Zeus.

Nell’Antica Roma Lupercalia, che si teneva dal 13 al 15 febbraio, era un rito arcaico di fertilità che si teneva solo a Roma, la festa celebrata in modo più ampio, anche al di fuori della città di Roma era la Festa di Juno Februata, che significa “Giunone la Purificatrice”, o “Giunone la Casta”, celebrata il 13 e il 14 febbraio. Papa Gelasio I (492–496) abolì la festa di Lupercalia.

Alban Butler nel suo “Lifes of the Principal Saints” (1756–1759) afferma, senza prova alcuna, che a Lupercalia uomini e donne estraevano dei foglietti con i loro nomi scritti sopra per fare delle coppie e che le moderne lettere di San valentino derivano proprio da quell’usanza. Nella realtà questa pratica ha origine nel Medio Evo e non ha nessun riferimento o origine ai riti di Lupercalia, secondo questa usanza gli uomini estraevano i nomi delle donne per accoppiarsi a caso con loro. Quest’usanza fu osteggiata dai preti, per esempio da Francesco di sales nel 1600 che la sostituirono con l’usanza di giovani donne che estraevano i nomi degli apostoli sull’altare, ma questa usanza religiosa risale al 13° sec è menzionata nella vita di Santa Elisabetta d’Ungheria e quindi potrebbe avere un’origine differente.

Come abbiamo detto la prima testimonianza sull’associazione tra San Valentino e l’amore romantico risale al 1382 quando Geoffrey Chaucer scrissa Parlement of Foules:
“For this was on seynt Volantynys day
Whan euery bryd comyth there to chese his make.”
[“For this was on Saint Valentine’s Day (Perché accadeva il giorno di San Valentino)
When every bird cometh there to choose his mate (Quando ogni uccello viene a scegliere il compagno)”].
La poesia fu scritta in onore del primo anniversario di fidanzamento di Re Riccardo II d’Inghilterra con Anna di Boemia, il patto di matrimonio fu firmato il 2 maggio 1381, si sposarono otto mesi dopo all’età di appena 15 anni ognuno.
Molti hanno dedotto che Chaucer si riferisse alla Festa di San Valentino celebrata il 14 febbraio ed è molto probabile perché a metà febbraio in Inghilterra gli uccelli non vanno ncora in amore, i primi segnali di corteggiamento iniziano per alcuni di loro il 23 febbraio circa. Secondo Henry Ansgar Kelly Chaucer si riferiva alla festa di Valentino di Genova, uno dei primi vescovi di Genova morto nel 307 circa Era Corrente, celebrata il 3 maggio. Jack B. Oruch fa notare che l’inizio della Primavera è cambiato dai tempi di Chaucer a causa della precessione degli equinozi  e l’introduzione del calendario Gregoriano nel 1582.

Altri tre autori hanno scritto delle poesie sugli uccelli in amore il giorno di San Valentino all’incirca nello stesso periodo di Chaucer, ma probabilmente prima: Ottone di Grandson (c. 1238 – 1328) dalla Savoia, John Gower dall’Inghilterra, e un cavaliere conosciuto come Pardo da Valenzia. E’ molto probabile che Chaucer si sia ispirato alle loro opere, ma data la difficoltà di datare le opere medievali non possiamo esserne sicuri.

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