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Il Cielo di Febbraio 2018

Il Cielo di Febbraio 2018

Eccoci di nuovo all’appuntamento con i nostri lettori che amano osservare il cielo notturno per riconoscere le stelle e i pianeti e cercare di vedere se ci sono delle stelle cadenti che possono esaudire i loro desideri. Per osservare i corpi celesti assicuratevi che il cielo notturno sia sereno perché altrimenti vedrete soltanto un tappeto di nuvole cariche di umidità o nubi sparse che vi impedirebbero di individuare le stelle, le costellazioni, i pianeti, le comete e le eventuali meteore. A tutti gli interessati all’osservazione di cielo e stelle, consiglio di visitare il sito web dell’Unione Astrofili Italiani: http://www.uai.it/

Il Sole si trova nella costellazione del Capricorno fino al 16 febbraio, quando passa nella costellazione dell’Acquario.

Il 1 febbraio il sole sorge alle ore 07:25 e tramonta alle ore 17:27; il 15 febbraio il sole sorge alle ore 07.08 e tramonta alle ore 17:45; il 28 febbraio il sole sorge alle ore 06:49 e tramonta alle ore 18:01.

La durata del giorno aumenta di 1 ora e 10 minuti dall’inizio del mese.

Gli orari indicati sono validi per una località alla latitudine media italiana.

La Luna il 7 febbraio 2018, alle ore 16:54, è all’Ultimo Quarto; il 15 febbraio 2018, alle ore 22:05, è Luna Nuova; il 23 febbraio 2018, alle ore 09:09, è al Primo Quarto.

Febbraio 2018 è un mese con tre sole fasi lunari, invece delle consuete 4 “stretto” fra due mesi con 5 fasi lunari, gennaio e marzo e senza nessuna Luna Piena. Si tratta di una curiosità del calendario piuttosto rara. Solo il mese di febbraio può avere 3 sole fasi lunari, l’ultima volta è accaduto nel 2014 ma per la prossima volta dovremo attendere fino all’anno 2031.

Gli orari e le date sono riferiti al tempo segnato dai nostri orologi per uso civile:

T.M.E.C. (Tempo Medio Europa Centrale = TU + 1h) da domenica 1 gennaio 2018 a sabato 24 marzo 2018 e da lunedì 29 ottobre a lunedì 31 dicembre 2018.

O.E. (Ora Estiva = TU + 2h) da domenica 25 marzo 2018 a domenica 28 ottobre 2018.

Pianeti di Febbraio 2018

Mercurio: gran parte del mese è sfavorevole all’osservazione dell’elusivo pianeta. Mercurio scompare dal cielo del mattino: il 17 febbraio si trova in congiunzione con il Sole ed è quindi impossibile individuarlo. Alla fine del mese si riaffaccia nel cielo della sera, appena dopo il tramonto, ma è ancora molto basso sull’orizzonte, al di sotto di Venere, ed è quindi difficile osservarlo nella luce crepuscolare.

Venere: dopo una lunga assenza, il pianeta più luminoso finalmente torna ad essere osservabile in orario serale. In realtà sarà necessario attendere ancora alcune settimane per poterlo ammirare agevolmente. All’inizio del mese Venere è ancora molto vicino al Sole, ma negli ultimi giorni di febbraio tramonta circa un’ora dopo il Sole e si può iniziare ad osservarlo tra le luci del tramonto sull’orizzonte ad Ovest. L’8 febbraio Venere lascia il Capricorno e nei giorni successivi attraversa quasi per intero l’Acquario, terminando il mese non lontano dal limite con i Pesci.

Marte: il cielo del mattino, prima del sorgere del Sole, è caratterizzato in questo periodo da un suggestivo corteo di tre pianeti. Giove, Marte e Saturno sorgono uno dopo l’altro e sono osservabili prima dell’alba da Sud a Sud-Est. Marte era entrato nella costellazione dello Scorpione alla fine di gennaio, ma vi rimane solo per pochi giorni. Già l’8 febbraio entra nell’Ofiuco.

Giove: cresce sempre più l’intervallo di tempo a disposizione per osservare il pianeta. A fine mese è visibile per quasi tutta la seconda parte della notte e lo si può vedere alla massima altezza sull’orizzonte quando culmina a Sud prima del sorgere del Sole. Giove si trova ancora nella costellazione della Bilancia.

Saturno: il pianeta con gli anelli chiude il corteo di tre pianeti visibili al mattino presto, è quello osservabile per il tempo più breve, essendo l’ultimo a sorgere, lo si può riconoscere facilmente sull’orizzonte sud orientale prima dell’alba. Saturno si trova nella costellazione del Sagittario.

Urano: il pianeta è ancora osservabile nelle ore che seguono il tramonto del Sole, ma l’intervallo di tempo disponibile per individuarlo è destinato a ridursi ulteriormente con il passare del tempo. Lo si può cercare ad Ovest, via via sempre più basso sull’orizzonte. Il pianeta si trova ancora nella costellazione dei Pesci, non lontano dal limite inferiore, vicino al confine con le costellazioni della Balena e dell’Ariete.

Nettuno: il pianeta è ormai praticamente inosservabile. La posizione in cielo è vicina a Venere, con cui si trova in una stretta congiunzione il 21 febbraio. La bassa luminosità del pianeta richiede in ogni caso l’uso del telescopio per poterlo osservare, ma la luce del crepuscolo rende sempre più difficile il tentativo di individuarlo. A fine mese a pochi giorni dalla congiunzione con il Sole, l’osservazione di Nettuno è impossibile. Nettuno si trova ancora nella costellazione dell’Acquario, dove è destinato a rimanere per un periodo estremamente lungo, fino all’anno 2022.

Plutone: dopo la congiunzione con il Sole che si è verificata nei primi giorni di gennaio, Plutone ricompare in cielo al mattino presto, poco prima del sorgere del Sole, ancora estremamente basso sull’orizzonte a Sud-Est e quindi difficile da individuare. Data la sua luminosità estremamente bassa è necessario utilizzare un telescopio di adeguata potenza poterlo osservare. Plutone si trova ancora nel Sagittario, costellazione che lo ospiterà fino all’anno 2023.

La IAU (International Astronomical Union), ha istituito (giugno 2008) la classe dei Plutoidi. Abbiamo comunque ritenuto opportuno mantenere nella nostra rubrica Plutone, capostipite di questa nuova categoria di membri del sistema solare.

Per chi si interessa di Astrologia: lOfiuco non ha nulla a che spartire con l’Astrologia che divide lo Zodiaco in 12 Costellazioni ciascuna corrispondente ad una Stagione terrestre. Proprio per la sua scarsa visibilità e per la sua prossimità allo Scorpione, l’Ofiuco non venne e non viene preso in considerazione da molti Astrologi.

Le congiunzioni di febbraio 2018

Luna-Giove: nel corso della seconda parte della notte tra il 7 e l’8 febbraio Giove sorge accompagnato dalla Luna al centro della costellazione della Bilancia.

Luna-Marte: nelle ore che precedono l’alba del 9 febbraio nel cielo orientale possiamo osservare il sorgere della Luna, di Marte e della stella Antares. Più in alto, nella Bilancia, brilla il pianeta Giove, mentre la Luna e Marte si trovano vicini al limite tra le costellazioni dell’Ofiuco e dello Scorpione.

Luna-Saturno: l’11 febbraio, prima del sorgere del Sole, a Sud-Est, la falce di Luna calante si trova nella costellazione del Sagittario, seguita dal pianeta Saturno.

Luna-Venere: la sera del 16 febbraio, ad appena 20 ore dalla fase di Luna Nuova, un quasi impercettibile falcetto lunare si trova prossimo al proprio tramonto sull’orizzonte occidentale, accompagnato da Venere, nella costellazione dell’Acquario. La vicinanza al Sole rende molto difficile questa osservazione, con gli astri molto bassi in un cielo illuminato dalla luce del crepuscolo.

Luna-Aldebaran (occultazione): la Luna occulta la stella più luminosa della costellazione del Toro, la rossa Aldebaran.

La sera del 23 la Luna al Primo Quarto occulta Aldebaran, la stella più luminosa del Toro.

Si tratta di una occultazione radente : da alcune località dell’Italia centrale si vedrà la Luna “sfiorare” la stella alle ore 18:23.

“In una occultazione radente, un osservatore nel posto giusto della Terra vedrà la stella “scintillare” (sparire e ricomparire) molte volte mentre passa lungo le montagne e le valli del bordo Nord o Sud della Luna.”

Dall’Italia settentrionale si potrà osservare una occultazione della stella relativamente breve (sarà più lunga per le località più settentrionali). La tabella riporta gli orari per Milano.

Roma si trova appena a Sud della zona di osservabilità dell’occultazione. La Luna e Aldebran saranno quasi a contatto (la mappa si riferisce a Roma alle ore 19:00).

Al centro–sud invece non si verificherà alcuna occultazione. Si vedrà la Luna transitare nella costellazione del Toro appena al di sopra di Aldebaran.

Le Costellazioni di febbraio 2018

Il cielo è ancora dominato dalle grandi costellazioni invernali. Protagonista del cielo in direzione meridionale è sempre Orione, con le tre stelle allineate della cintura (da sinistra: Alnitak, Alnilam e Mintaka) ed i luminosi astri Betelgeuse (rossa) e Rigel (azzurra).

Più in alto troviamo ancora le costellazioni del Toro con la rossa Aldebaran, la costellazione dell’Auriga con la brillante stella Capella, i Gemelli con le stelle principali Castore e Polluce. A sinistra in basso rispetto ad Orione, il grande cacciatore, nella costellazione del Cane Maggiore, brilla la notissima Sirio, la stella più luminosa del cielo. Ancora più in alto, verso sinistra, la raffigurazione della caccia è completata dal Cane Minore, dove risplende Procione. Verso Ovest, nelle prime ore della sera, c’è ancora tempo per veder tramontare le costellazioni autunnali di Andromeda, del Triangolo, dei Pesci e dell’Ariete.

Restando tra le costellazioni zodiacali, un po’ più impegnativo è invece il riconoscimento della piccola e debole costellazione del Cancro, visibile tra i Gemelli e il Leone, che vedremo sorgere ad Est, seguito dalla Vergine.

Prendendo a riferimento la Stella Polare, possiamo riconoscere alcune note costellazioni del cielo settentrionale.

A Nord-Ovest riconosciamo Cassiopea con la sua caratteristica forma a “W”; tra Cassiopea e il Toro è facile individuare la costellazione del Perseo.

Più spostata a Nord-Est si trova l’inconfondibile Orsa Maggiore, vicino alla quale possiamo riconoscere la piccola costellazione dei Cani da Caccia.

Le Meteore di febbraio 2018

Nel periodo invernale la quantità di meteore osservate diminuisce drasticamente, sia perché le condizioni esterne sono in genere sfavorevoli o poco invoglianti per chi osserva visualmente, sia perché il numero delle stelle cadenti è in realtà basso e soprattutto mediamente con debole luminosità.

In febbraio non ci sono grossi sciami, l’attività è dovuta soltanto ad alcune correnti minori e alle meteore sporadiche. Chi osserva, se posizionato in un luogo buio e con buona trasparenza, di prima sera potrà contare 2-3 stelle cadenti al massimo e poco più di una decina nelle ultime ore della notte.

La presenza della Luna all’inizio del mese (plenilunio il 31 gennaio) non permetterà l’osservazione delle xi Bootidi (max 5/6 febbraio), già attive in gennaio, che sembrano irradiarsi da un radiante a est di Regolo. Favorevole invece sarà l’apparizione delle alfa Aurigae (radiante a est di Arturo) che quest’anno dovrebbero mostrare il maggior numero nella serata del 6/7 febbraio, quando il radiante sarà alla massima altezza sull’orizzonte.

Nell’arco del mese la zona eclitticale, soprattutto nei pressi della costellazione del Leone, è quella che dà il maggiore apporto in termini di meteore. Si tratta delle prime avvisaglie del sistema complesso delle Virginidi, un gruppo di radianti che da febbraio ad aprile si attivano in momenti differenti.

In febbraio le Virginidi si evidenziano primariamente con le psi Leonidi da un radiante a est di Regolo, con le delta Leonidi da un radiante in prossimità del centro della costellazione e con le sigma Leonidi (max 25 febbraio) che paiono irradiarsi dalla coda del Leone. Si tratta di stelle cadenti molto belle, poco veloci e non molto luminose, salvo qualche rara eccezione dovuta a quei meteoroidi di origine asteroidale che si trovano frammisti alla corrente stessa.

Quest’anno ci sarà la possibilità di osservare molto favorevolmente soprattutto il comportamento delle psi Leonidi (max 11/12 febbraio), in quanto il maggior numero di queste meteore è atteso nelle ore notturne e non ci sarà alcun disturbo della Luna. Per le delta Leonidi (max 23/24 febbraio) ci sarà invece una finestra osservativa utile nelle ore seguenti la mezzanotte, quando la Luna volgerà al tramonto.

Una curiosità da ricordare è che febbraio è tra i mesi dell’anno che hanno un tasso medio giornaliero di cadute meteoritiche tra i più alti.

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