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Appuntamento con le Stelle: il Cielo di Gennaio 2018

Appuntamento con le Stelle: il Cielo di Gennaio 2018

Eccoci di nuovo all’appuntamento con i nostri lettori che amano osservare il cielo notturno per riconoscere le stelle e i pianeti e cercare di vedere se ci sono delle stelle cadenti che possono esaudire i loro desideri. Per osservare i corpi celesti assicuratevi che il cielo notturno sia sereno perché altrimenti vedrete soltanto un tappeto di nuvole cariche di umidità o nubi sparse che vi impedirebbero di individuare le stelle, le costellazioni, i pianeti, le comete e le eventuali meteore. A tutti gli interessati all’osservazione di cielo e stelle, consiglio di visitare il sito web dell’Unione Astrofili Italiani: http://www.uai.it/

Il Sole si trova nella costellazione del Sagittario fino al giorno 20 gennaio, quando passa nella costellazione del Capricorno.

Il 1 gennaio il sole sorge alle 07:40 e tramonta alle 16:51; il 15 gennaio il sole sorge alle 07:37 e tramonta alle 17:06; il 31 gennaio il sole sorge alle 7:26 e tramonta alle 17:25.

La durata del giorno aumenta di 48 minuti dall’inizio del mese.

Gli orari indicati sono validi per una località alla latitudine media italiana.

Il 3 gennaio alle ore 07:00 la Terra si troverà al perielio, cioè alla minima distanza dal Sole, pari a 147.097.245 km.

La Luna il 2 gennaio 2018, alle ore 03:24, è Luna Piena; l’8 gennaio 2018, alle ore 23:25, è all’Ultimo Quarto; il 17 gennaio 2018, alle ore 03:17, è Luna Nuova; il 24 gennaio 2018, alle ore 23:20, è al Primo Quarto; il 31 gennaio 2018, alle ore 14:27, è Luna Piena.

Gli orari e le date sono riferiti al tempo segnato dai nostri orologi per uso civile:

T.M.E.C. (Tempo Medio Europa Centrale = TU + 1h) da domenica 1 gennaio 2018 a sabato 24 marzo 2018 e da lunedì 29 ottobre a lunedì 31 dicembre 2018

O.E. (Ora Estiva = TU + 2h) da domenica 25 marzo 2018 a domenica 28 ottobre 2018.

Nella notte tra l’1 e il 2 gennaio si verificherà una Superluna.

Quella della prima notte del 2018 sarà una Luna davvero “super”: ci sono infatti appena 4 ore e mezza di differenza tra l’istante in cui la Luna si trova al perigeo, il punto di minima distanza dalla Terra, e la fase di Luna Piena.

Il 1° gennaio, alle ore 22:56, la Luna si troverà al perigeo, ad una distanza di 356.565 km.

Si tratta di un perigeo particolarmente ravvicinato, la Luna più vicina di tutto il 2018: il nostro satellite sarà il 12,3% più vicino dell’apogeo di dicembre e gennaio.

Poche ore dopo, alle ore 3:25 del 2 gennaio, la Luna sarà Piena.

Anche la Luna Piena del 31 gennaio sarà relativamente “super”, ma in questa occasione la distanza temporale tra perigeo (con la Luna a 358.994 km. dalla Terra) e fase di Luna Piena sarà piuttosto elevata: un giorno e 3 ore circa.

La Luna del 31 gennaio è la seconda Luna Piena del mese, si tratta, secondo il modo di dire anglosassone, di una “Luna Blu”, la nota “Blue Moon”, ma si tratterà anche di una Luna Rossa, verificandosi in quella stessa data una eclissi totale di Luna, purtroppo non visibile in Italia. In Asia, Australia e sulla costa occidentale del Nord America potranno assistere al doppio spettacolo.

Pianeti di Gennaio 2018

Mercurio: chi attenderà l’alba del 1° gennaio, in caso di cielo sereno, avrà buone opportunità di individuare Mercurio, sull’orizzonte a Sud-Est. Il pianeta sorge infatti 1 ora e 45 minuti prima del Sole e sarà abbastanza alto in cielo (circa 10°) prima che la luce dell’alba prenda il sopravvento. Con il passare dei giorni Mercurio si abbassa sensibilmente sull’orizzonte e a fine mese diventa praticamente inosservabile.

Venere: il pianeta è inosservabile. Il 9 gennaio si verifica la congiunzione con il Sole. Dopo molti mesi di osservabilità al mattino, Venere si accinge a tornare visibile nel cielo serale. A fine mese sarà però ancora troppo vicino al Sole e sarà necessario attendere qualche settimana per vederlo un po’ più alto in cielo nel crepuscolo dopo il tramonto. Il 17 gennaio Venere passa dalla costellazione del Sagittario a quella del Capricorno.

Marte: il pianeta rosso è ancora facilmente osservabile a Sud-Est nelle ultime ore della notte, prima del sorgere del Sole. Nei primi giorni dell’anno si avvicina rapidamente a Giove, con cui si trova una suggestiva congiunzione il 7 gennaio. Nel corso del mese Marte completa l’attraversamento di tutta la costellazione della Bilancia e proprio il 31 gennaio fa il suo ingresso nello Scorpione.

Giove: l’osservabilità del pianeta gigante è praticamente identica a quella di Marte, con cui, come già accennato, si trova in congiunzione il 7 gennaio. Giove è pertanto visibile a Sud-Est per alcune ore prima dell’alba, al centro della costellazione della Bilancia.

Saturno: dopo la congiunzione con il Sole avvenuta lo scorso mese di dicembre, Saturno torna ad essere visibile nel cielo del mattino. A inizio anno è ancora molto vicino al Sole e quindi praticamente inosservabile, ma a fine mese è già possibile cercarlo molto basso sull’orizzonte orientale, nella costellazione del Sagittario. Saturno va quindi ad aggiungersi al corteo di pianeti visibili al mattino presto, dopo Marte e Giove.

Urano: il pianeta è ancora osservabile a Sud-Ovest nelle prime ore della notte. L’intervallo di tempo a disposizione per individuarlo continua a ridursi: a fine mese Urano tramonta poco dopo le ore 23. La luminosità di Urano è al limite della visibilità ad occhio nudo e per riuscire ad individuarlo si consiglia l’uso di un telescopio. Il pianeta si trova ancora nella costellazione dei Pesci che lo ospita dal 2010.

Nettuno: il pianeta è ancora osservabile sull’orizzonte occidentale poco dopo il tramonto del Sole, ma è ormai basso in cielo e il tempo a disposizione per tentarne l’osservazione è comunque destinato a diminuire ulteriormente. La sua luminosità è insufficiente per l’osservazione ad occhio nudo: l’ausilio di un telescopio per poterlo individuare è indispensabile. Anche nel 2018 Nettuno rimane per tutto l’anno nella costellazione dell’Acquario, dove è entrato nel 2011 per rimanervi per un lungo periodo, fino al 2022.

Plutone: il pianeta è inosservabile: il 9 gennaio si trova infatti in congiunzione con il Sole. Solo fra alcune settimane farà ritorno nel cielo del mattino: a causa della sua luminosità estremamente bassa prima di riuscire ad osservarlo con il telescopio sarà necessario attendere che si trovi abbastanza alto sull’orizzonte orientale, prima della comparsa delle luci dell’alba. Plutone si trova ancora nella parte superiore del Sagittario, costellazione che lo ospiterà fino al 2023.

La IAU (International Astronomical Union), ha istituito (giugno 2008) la classe dei Plutoidi. Abbiamo comunque ritenuto opportuno mantenere nella nostra rubrica Plutone, capostipite di questa nuova categoria di membri del sistema solare.

Le congiunzioni di gennaio 2018

Giove-Marte: la prima congiunzione significativa del 2018 vede protagonisti due pianeti che si incontrano nella costellazione della Bilancia. Il 7 gennaio Giove e Marte saranno molto vicini: potremo osservarli a Sud-Est prima del sorgere del Sole.

Luna-Giove-Marte: L’11 gennaio la Luna calante sorge seguita da due pianeti, Giove e Marte. I tre astri si trovano nella costellazione della Bilancia. Come già anticipato nei paragrafi precedenti, i principali pianeti per diverse settimane saranno visibili solo al mattino molto presto. Questa ed altre congiunzioni simili saranno quindi osservabili prima del sorgere del Sole tra le prime luci dell’alba.

Saturno-Mercurio: Mercurio si avvicina al Sole e sta per diventare inosservabile. Saturno sta tornando visibile nel cielo del mattino. I due pianeti incrociano le loro strade la mattina del 13 gennaio, molto bassi sull’orizzonte orientale, dove si può tentare di individuarli tra le luci dell’alba, nella costellazione del Sagittario.

Luna-Saturno-Mercurio: poco prima del sorgere del Sole il 15 gennaio si può tentare l’osservazione di un suggestivo incontro ravvicinato tra la sottilissima falce di Luna calante e i pianeti Saturno e Mercurio. I tre astri sono molto bassi sull’orizzonte a Sud-Est, riconoscibili nella costellazione del Sagittario.

Luna-Venere: un evento molto difficile da osservare, essendo passate poche ore dalla Luna Nuova. La sera del 17 gennaio la Luna è ancora vicinissima al Sole e il falcetto lunare è quasi impercettibile. Segnaliamo comunque la congiunzione per evidenziare il ritorno di Venere nel cielo serale, dopo una lunga assenza. La congiunzione si verifica nei pressi del limite tra le costellazioni del Sagittario e del Capricorno, appena dopo il tramonto del Sole, sull’orizzonte a occidentale.

Le Costellazioni di gennaio 2018

Le costellazioni zodiacali che sorgono ad oriente nelle prime ore della notte sono il Cancro e, di seguito, il Leone.

A occidente invece si avviano al tramonto la piccola costellazione dell’Ariete e quella molto più estesa ma non molto appariscente dei Pesci, che potremo individuare più facilmente prendendo a riferimento il grande quadrilatero di Pegaso. Sopra il suo vertice più alto sull’orizzonte è ancora ben visibile Andromeda con l’omonima galassia. Proseguendo oltre Andromeda troviamo altissimo in cielo, quasi allo Zenit, il Perseo, e appena più un basso, sopra i Gemelli, l’Auriga, facilmente riconoscibile per la sua forma a pentagono.

La stella più luminosa dell’Auriga è Capella, termine che in latino significa “capretta”. La mitologia vi riconosce infatti Amaltea, la capra con il cui latte fu nutrito Zeus. Tornando al di sotto della fascia zodiacale, a Sud-Ovest le estese costellazioni – ma prive di stelle brillanti – della Balena e dell’Eridano precedono il Grande Cacciatore, ossia la protagonista incontrastata del cielo invernale: la costellazione di Orione.

Di quest’ultima rammentiamo la nomenclatura delle stelle più brillanti: ai vertici del quadrilatero che ne disegna le spalle e le ginocchia, troviamo in alto Betelgeuse e Bellatrix, in basso Rigel e Saiph. Le tre stelle allineate che ne rappresentano la cintura sono, da sinistra a destra, Alnitak, Alnilam e Mintaka.

Da non perdere un’osservazione con un telescopio, ma è sufficiente anche un binocolo, per ammirare nella spada, poco sotto la cintura, la grande nebulosa M42.

Il cacciatore Orione è accompagnato in cielo dai suoi due cani, le costellazioni del Cane Maggiore, dove troviamo Sirio, la stella più brillante del cielo invernale, ed il Cane Minore, dove brilla un’altra stella facilmente identificabile: Procione.

Rivolgendo lo sguardo verso Nord, attorno alla Stella Polare nell’Orsa Minore, riconosciamo in senso antiorario Cassiopea, con l’inconfondibile forma a “W”, la più evanescente Cefeo, il serpeggiante Dragone, l’Orsa Maggiore e la Giraffa.

Lo Zenit è il punto più alto della sfera celeste, proprio sopra la nostra testa: per la definizione geometrica è il punto di intersezione tra la retta verticale passante dal punto di osservazione e la sfera celeste.

L’eclittica è il percorso apparente del Sole nell’arco dell’anno lungo la volta celeste; geometricamente, è l’intersezione tra quest’ultima e il piano dell’orbita terrestre.

Le Meteore di gennaio 2018

Le prime notti di gennaio sono tra le più interessanti per osservare stelle cadenti, in quanto è attivo uno dei maggiori sciami dell’anno, quello delle Quadrantidi, dette anche da molti Bootidi, poichè queste meteore sembrano irradiarsi da una zona posta all’incirca a una decina di gradi a nord della costellazione del Boote.

Nel nostro paese dal crepuscolo serale a mezzanotte il radiante viene a trovarsi molto basso, quasi tangente all’orizzonte, di conseguenza il numero delle meteore osservabili risulta estremamente ridotto, e solamente da mezzanotte all’alba, man mano che il radiante sale sempre più in altezza, diventa conveniente osservarle.

Quest’anno il maggior numero di Quadrantidi è atteso nelle ore notturne del 3/4 gennaio [*] ma purtroppo il disturbo della Luna (plenilunio il 2 gennaio) sarà quasi sempre presente, cosicchè il loro numero risulterà di parecchio ridotto. Dall’Italia centro settentrionale il radiante è visibile per tutta la notte, ma dal tramonto a mezzanotte risulta troppo basso per ottenere osservazioni soddisfacenti, occorre pertanto osservare da mezzanotte in poi per vedere via via aumentare il numero delle stelle cadenti. Per latitudini inferiori (all’incirca di Napoli) l’osservazione è ancor meno agevole, poiché il radiante risulta tramontare verso le 20h e quindi poco dopo sorgere nuovamente.

In genere questa corrente nella sua fase di massima attività produce frequenze al di sopra delle 100 meteore/h per circa 4 ore e si mantiene sopra le 50 per quasi 10 ore. Nelle notti lontane dal massimo queste meteore sono poco luminose e paiono irradiarsi da un’area di cielo molto diffusa, mentre durante la maggiore attività appaiono più brillanti e da un radiante più compatto.

Oltre alle Quadrantidi in gennaio sono attive anche alcune piogge minori, per lo più con radianti vicini all’eclittica e quindi ormai diffuse, difficili da investigare visualmente a causa dell’esiguo numero degli eventi. Abbastanza produttiva di meteore è soprattutto la regione tra le costellazioni dei Gemelli, Cancro, Cane Minore e Idra. Di questi sciami quest’anno saranno ben osservabili le correnti meteoriche attive in lontananza dai pleniluni del 2 e 31 gennaio, ovvero le lente e brillanti Delta Cancridi (max 16 gennaio), le Alfa Canisi Minoridi (max 16 gennaio) e le Alfa Idridi (max 18/19 gennaio).

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