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Appuntamento con le stelle, il cielo di dicembre 2017

Appuntamento con le stelle, il cielo di dicembre 2017

Eccoci di nuovo all’appuntamento con i nostri lettori che amano osservare il cielo notturno per riconoscere le stelle e i pianeti e cercare di vedere se ci sono delle stelle cadenti che possono esaudire i loro desideri. Per osservare i corpi celesti assicuratevi che il cielo notturno sia sereno perché altrimenti vedrete soltanto un tappeto di nuvole cariche di umidità o nubi sparse che vi impedirebbero di individuare le stelle, le costellazioni, i pianeti, le comete e le eventuali meteore. A tutti gli interessati all’osservazione di cielo e stelle, consiglio di visitare il sito web dell’Unione Astrofili Italiani: http://www.uai.it/

Il Sole, il 18 dicembre passa dalla costellazione dell’Ofiuco a quella del Sagittario.

Per chi si interessa di Astrologia: l’Ofiuco non ha nulla a che spartire con l’Astrologia che divide lo Zodiaco in 12 Costellazioni ciascuna corrispondente ad una Stagione terrestre. Proprio per la sua scarsa visibilità e per la sua prossimità allo Scorpione, l’Ofiuco non venne e non viene preso in considerazione da molti Astrolologi.

Il 1 dicembre, il sole sorge alle 07:20 e tramonta alle 16:42; il 15 dicembre, il sole sorge alle 07:33 ; tramonta alle 16:41; il 31 dicembre, il sole sorge alle 07:40 ; tramonta alle 16:50.

Gli orari indicati sono validi per una località alla latitudine media italiana.

Santa Lucia, 13 dicembre, non è il giorno più corto dell’anno, in prossimità di questo giorno si verifica il periodo in cui il Sole tramonta più presto: per le prime due settimane di dicembre l’orario del tramonto si mantiene quasi costante, tra le 16:41 e le 16:42. Il giorno più breve dell’anno in realtà coincide con il giorno del solstizio e inizio dell’inverno, che quest’anno cade il 21 dicembre.

Il 21 dicembre il Sole tramonta un po’ più tardi, circa 2 minuti dopo, alle 16.44, ma anche il suo sorgere è ritardato di alcuni minuti, avendo luogo alle 7.37 (il 13 dicembre sorge alle 7.31): in definitiva, il Sole resta sopra l’orizzonte circa 4 minuti in meno rispetto al giorno 13.

Quindi in effetti il giorno più corto dell’anno è di norma il 21 dicembre.

Quest’anno il Solstizio d’Inverno cade il 21 dicembre alle ore 16 e 28 minuti TU (ore 17:28 TMEC).

La Luna, il 3 dicembre 2017, alle ore 16:47, è Luna Piena; il 10 dicembre 2017, alle ore 08:51, è all’Ultimo Quarto; il 18 dicembre 2017, alle ore 07:30, è Luna Nuova; il 26 dicembre 2017, alle ore 10:20, è al Primo Quarto.

Gli orari e le date sono riferiti al tempo segnato dai nostri orologi per uso civile:

T.M.E.C. (Tempo Medio Europa Centrale = TU + 1h) da domenica 1 gennaio 2017 a sabato 25 marzo 2017 e da domenica 29 ottobre a domenica 31 dicembre 2017

O.E. (Ora Estiva = TU + 2h) da domenica 26 marzo 2017 a sabato 28 ottobre 2017.

Il 3 dicembre 2017 si verificherà una Superluna.

Con l’espressione “super Luna” si indica una Luna piena che avviene al perigeo, cioè quando essa si trova alla minima distanza dalla Terra. Se la Luna percorresse un’orbita perfettamente circolare attorno alla Terra, la sua distanza dal nostro pianeta sarebbe costante; ne consegue che anche il diametro apparente della Luna sarebbe lo stesso, e quindi noi vedremmo la Luna sempre grande uguale. Poiché in realtà la Luna in un mese non percorre un’orbita circolare ma ellittica, essa, nell’arco di un mese, non si troverà sempre alla stessa distanza dalla Terra, ma ad una distanza variabile tra un valore minimo, il perigeo, a circa 356410 km, ed un valore massimo, l’apogeo, a circa 406740 km. Come conseguenza della forma ellittica dell’orbita lunare, il diametro apparente della Luna che osserviamo dalla Terra non sarà sempre il medesimo: all’apogeo la Luna ci apparirà leggermente più piccola rispetto a quando si trova al perigeo.

La Luna raggiungerà il Perigeo, il punto più vicino alla Terra, circa 16 ore dopo la fase di Luna Piena:

– Distanza della Luna Piena (03/12/2017 alle 15:47 UTC): 357.987 km

– Distanza della Luna al Perigeo (04/12/2017 alle 8:42 UTC): 357.492 km

Le maggiori dimensioni della “Superluna” non sono così evidenti. La differenza tra un Superluna e una Miniluna al perigeo è di circa il 14%.

Il consiglio è di fotografare la Superluna e di confrontare l’immagine con altre riprese con la Luna all’apogeo, e quindi con minori dimensioni apparenti.

Avremo un’occasione speciale per farlo, perché l’ eclissi totale di Luna del 27 luglio 2018 avverrà a 14 ore di distanza dall’apogeo. Potremo confrontare la Superluna con la Miniluna rossa in eclisse.

I Pianeti del Cielo di dicembre 2017

Mercurio: nei primi giorni di dicembre si può tentare un’ultima osservazione serale del pianeta, che tramonta un’ora dopo il Sole. Mercurio sarà molto vicino all’orizzonte occidentale, difficile da vedere nella luce del crepuscolo. Il 13 dicembre si verifica la congiunzione con il Sole. Dopo alcuni giorni di inosservabilità, Mercurio riappare tra le luci dell’alba. La sua altezza sull’orizzonte orientale aumenta rapidamente e alla fine dell’anno, quando sorge oltre un’ora e mezza prima del Sole, ci sono buone probabilità di riuscire ad individuarlo al mattino presto.

Venere: dopo un lungo periodo di visibilità mattutina, iniziato alla fine dello scorso mese di marzo, il pianeta più luminoso scompare alla nostra vista, avvicinandosi la data della congiunzione con il Sole, prevista per l’8 gennaio del 2018. Nei primi giorni di dicembre Venere sorge sull’orizzonte a Sud-Est circa 45 minuti prima del Sole, quando il cielo è già chiaro per la luce dell’alba. A fine anno Venere si trova ormai vicinissimo al Sole ed è assolutamente inosservabile. Nelle ultime settimane dell’anno Venere attraversa rapidamente varie costellazioni: dalla Bilancia passa allo Scorpione il giorno 3, il 7 raggiunge l’Ofiuco, il 22 dicembre fa il suo ingresso nel Sagittario.

Marte: il pianeta è facilmente osservabile a Sud-Est prima del sorgere del Sole. All’inizio di dicembre lo si può individuare nella parte centrale della costellazione della Vergine, vicino alla stella Spica. Il pianeta si sposta rapidamente, facendo il suo ingresso nella costellazione della Bilancia il 21 dicembre, dove continua il suo cammino avvicinandosi a Giove.

Giove: in questo mese di dicembre assistiamo all’avvicendamento tra Venere, che lascia i cieli del mattino, e Giove, che rimane il pianeta più luminoso visibile prima del sorgere del Sole. L’altezza sull’orizzonte aumenta progressivamente con il passare delle settimane, rendendo sempre più agevole l’osservazione del pianeta gigante a Sud-Est, tra le prime luci dell’alba. Giove si trova nella costellazione della Bilancia, dove sarà presto raggiunto da Marte.

Saturno: anche l’ultimo pianeta osservabile in orario serale termina il suo lungo periodo di permanenza nel cielo notturno. Per alcune settimane Saturno è inosservabile a causa della congiunzione con il Sole che si verifica il 21 dicembre. Dovremo attendere il prossimo anno per iniziare a scorgerlo nuovamente, ma al mattino prima del sorgere del Sole. Saturno si trova nella costellazione del Sagittario.

Urano: il pianeta culmina a Sud nel corso delle prime ore di oscurità e rimane osservabile per oltre metà della notte. Nelle ore centrali della notte Urano si avvicina all’orizzonte a Sud-Ovest dove lo vediamo tramontare nel corso delle ore successive alla mezzanotte. La luminosità di Urano è al limite della visibilità a occhio nudo e per poterlo osservare agevolmente è necessario l’uso di un telescopio. Il pianeta si muove impercettibilmente con moto retrogrado nella costellazione dei Pesci, dove si trova dal 2010.

Nettuno: lo si può ancora osservare a Sud-Ovest per alcune ore nella prima parte della notte. L’orario del suo tramonto anticipa con il trascorrere dei giorni. Come sempre, data la bassa luminosità, Nettuno può essere individuato solo con l’aiuto del telescopio. Nettuno si trova ancora nella costellazione dell’Acquario, dove è destinato a rimanere per un periodo estremamente lungo, fino all’anno 2022.

Plutone: Plutone è ormai praticamente inosservabile: la distanza angolare dal Sole è ormai estremamente ridotta. Nella prima parte del mese, dopo il tramonto del Sole, Plutone è molto basso sull’orizzonte occidentale. Alla fine dell’anno sarà già prossimo alla congiunzione con il Sole che si verificherà il 9 gennaio 2018. Plutone si trova ancora nella parte alta della costellazione del Sagittario, costellazione che lo ospiterà fino al 2023.

La IAU (International Astronomical Union), ha istituito (giugno 2008) la classe dei Plutoidi. Abbiamo comunque ritenuto opportuno mantenere nella nostra rubrica Plutone, capostipite di questa nuova categoria di membri del sistema solare.

Le Congiunzioni del Cielo di dicembre 2017

Luna-Pleiadi: la Luna quasi piena la sera del 2 dicembre inizia ad attraversare la costellazione del Toro, dove possiamo osservarla insieme alle Pleiadi ed alla stella Aldebaran.

Mercurio-Saturno: Saturno saluta il cielo della sera e si avvicina inesorabilmente alla congiunzione con il Sole. Il 6 dicembre, appena dopo il tramonto del Sole, si trova estremamente basso sull’orizzonte occidentale, in congiunzione con Mercurio.

Luna-Giove-Marte: prima del sorgere del Sole, al mattino del 14 dicembre, la falce di Luna calante si trova tra Giove (più basso sull’orizzonte) e Marte; i tre astri si trovano nelle costellazioni della Vergine e della Bilancia.

Luna-Venere-Mercurio: ad un solo giorno dalla Luna Nuova, la mattina del 17 dicembre il sottilissimo falcetto di Luna sorge seguito da Mercurio e Venere, difficili da individuare tra le luci dell’alba che preannunciano l’imminente sorgere del Sole.

Luna-Pleiadi: nella notte tra il 30 ed il 31 dicembre la Luna attraversa la costellazione del Toro oltrepassando le Pleiadi e avvicinandosi, fino a sfiorarla, la stella Aldebaran.

Con il mese di dicembre entriamo definitivamente nel periodo di migliore osservabilità delle grandi costellazioni invernali che caratterizzeranno i prossimi mesi. Le costellazioni autunnali, povere di stelle brillanti e non sempre facilmente identificabili dal neofita – Capricorno, Acquario, Pesci – si avviano al tramonto nel cielo di Sud – Ovest, sostituite a Sud – Est dall’inconfondibile costellazione di Orione, accompagnata dal Cane Maggiore con la fulgida Sirio, dal Toro, dai Gemelli.

In queste costellazioni possiamo individuare alcune delle stelle più luminose dell’intera volta celeste; oltre alla già citata Sirio, ricordiamo la rossa Aldebaran nel Toro, Castore e Polluce nei Gemelli, Procione nel Cane Minore, Capella nell’Auriga. Orione, la più bella costellazione invernale, è caratterizzata dalle tre stelle allineate della cintura e dai luminosi astri Betelgeuse, Rigel, Bellatrix e Saiph che ne disegnano il contorno. Con piccoli strumenti (è sufficiente anche un buon binocolo) non è difficile individuare la celeberrima nebulosa (M 42), situata nella spada, poco al di sotto della cintura.

Per alcune ore dopo il tramonto è ancora possibile osservare a Ovest alcune costellazioni che abbiamo potuto seguire per il periodo autunnale: il grande quadrilatero di Pegaso, Andromeda con l’omonima Galassia, Perseo, la minuscola costellazione del Triangolo, accanto all’altrettanto piccola costellazione zodiacale dell’Ariete. Dalla parte opposta del cielo, in tarda serata si potrà assistere al sorgere del Cancro e, successivamente, del Leone.

A Nord le costellazioni circumpolari compongono un cerchio ideale intorno all’Orsa Minore, con all’estremità la Stella Polare: in senso antiorario incontriamo Cassiopea, Cefeo, Draco, l’Orsa Maggiore, la Giraffa.

Le Meteore del Cielo di dicembre 2017

Dicembre presenta un gran numero di ore di oscurità ed è senza dubbio uno dei mesi più indicati per dedicarsi all’osservazione delle stelle cadenti. Specie nelle settimane lontane dal plenilunio (03 dicembre) godremo di buone circostanze per osservare non solo visualmente, ma anche con l’aiuto della fotografia. Dato che in questo periodo di passaggio tra l’autunno e l’inverno la luminosità media delle meteore si mantiene tra le più contenute di tutto l’anno, sarà importante compiere sempre sedute osservative in condizioni di buona trasparenza del cielo.

Nella prima parte del mese il chiarore lunare disturberà notevolmente l’osservazione dei numerosi sciami minori che si irradiano durante la notte per lo più dai dintorni delle costellazioni del Toro e di orione. Solamente le delta Arietidi (max 10 dicembre) e soprattutto le chi Orionidi potranno essere osservate favorevolmente, dato che la Luna sorgerà nelle ore che precedono l’alba. Le chi Orionidi (max 10/11 dicembre), una corrente eclitticale molto diffusa che pare essere la continuazione dell’attività delle Tauridi di novembre, non di rado mostrano meteore particolarmente brillanti e persistenti, ottime quindi per essere catturate fotograficamente.

La corrente meteorica principale del mese è senza dubbio quella delle Geminidi, comparabile per quantità e brillantezza delle stelle cadenti a quella delle Perseidi di agosto. Le Geminidi sono in genere particolarmente evidenti tra il 10 e il 15 dicembre e quest’anno le vedremo in maggior numero specie nella notte del 13/14 dicembre. I più recenti studi hanno rilevato che questo sciame mostra un’attività massima sostenuta per parecchie ore con due aumenti della frequenza, il primo più consistente con meteore di debole luminosità e il secondo sucessivo meno cospicuo con meteore più brillanti. Le circostanze con cui potremo osservarle irradiarsi da un’area poco a nord-ovest di Castore saranno quest’anno molto favorevoli, dato che non ci sarà alcun disturbo della Luna. Questa sarà un’ulteriore chance di osservazione da non perdere per contribuire allo studio di questo sciame che si sta evolvendo in maniera molto rapida e che, secondo studi, è destinato a cessare del tutto nel giro di un centinaio d’anni.

A metà mese diventano interessanti anche le regioni vicine alla costellazione del Leone, in quanto qui sono presenti dei radianti minori che ogni anno mostrano una certa attività: le Leo Minoridi (max 19/20 dicembre), le Lincidi (max 20 dicembre) e le theta Geminidi (max 25 dicembre).

Intorno al 21/22 dicembre già dal termine del crepuscolo serale sarà il caso di tenere sotto controllo anche l’attività delle Ursidi, poiché possono mostrare improvvisi display ricchi di meteore anche se la cometa che le origina, la 1856 Tuttle, non si trova in vicinanza del perielio. La loro area radiante circumpolare, posta tra la stella beta UMI e la Polare, sarà osservabile per tutta la notte.

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