Gea-draconia.net

Pubblicità

Appuntamento con le stelle, il cielo di novembre 2017

Appuntamento con le stelle, il cielo di novembre 2017

Appuntamento con le stelle, il cielo di novembre 2017. Eccoci di nuovo all’appuntamento con i nostri lettori che amano osservare il cielo notturno per riconoscere le stelle e i pianeti e cercare di vedere se ci sono delle stelle cadenti che possono esaudire i loro desideri. Per osservare i corpi celesti assicuratevi che il cielo notturno sia sereno perché altrimenti vedrete soltanto un tappeto di nuvole cariche di umidità o nubi sparse che vi impedirebbero di individuare le stelle, le costellazioni, i pianeti, le comete e le eventuali meteore. A tutti gli interessati all’osservazione di cielo e stelle, consiglio di visitare il sito web dell’Unione Astrofili Italiani: http://www.uai.it/

Il Sole, il 23 novembre 2017 passa dalla costellazione della Bilancia a quella dello Scorpione, vi rimane solo 6 giorni perché il 29 novembre fa il suo ingresso nell’Ofiuco, la “13a costellazione zodiacale”.

Per chi si interessa di Astrologia: lOfiuco non ha nulla a che spartire con l’Astrologia che divide lo Zodiaco in 12 Costellazioni ciascuna corrispondente ad una Stagione terrestre. Proprio per la sua scarsa visibilità e per la sua prossimità allo Scorpione, l’Ofiuco non venne e non viene preso in considerazione da molti Astrologi.

Il 1 novembre il sole sorge alle ore 06:45 e tramonta alle ore 17:06; il 15 novembre il sole sorge alle ore 07:02 e tramonta alle ore 16:51; il 30 novembre il sole sorge alle ore 07:19 e tramonta alle ore 16:42.

Nel corso del mese le giornate si accorciano di circa 58 minuti per una località alla latitudine media italiana.

Gli orari indicati sono validi per una località alla latitudine media italiana.

La Luna, il 4 novembre 2017, alle ore 06:23, è Luna Piena; il 10 novembre 2017, alle ore 21:36, è all’Ultimo Quarto; il 18 novembre 2017, alle ore 12:42, è Luna Nuova; il 26 novembre 2017, alle ore 18:03, è al Primo Quarto.

Gli orari e le date sono riferiti al tempo segnato dai nostri orologi per uso civile:

T.M.E.C. (Tempo Medio Europa Centrale = TU + 1h) da domenica 1 gennaio 2017 a sabato 25 marzo 2017 e da domenica 29 ottobre a domenica 31 dicembre 2017

O.E. (Ora Estiva = TU + 2h) da domenica 26 marzo 2017 a sabato 28 ottobre 2017.

I Pianeti di Novembre 2017

Mercurio: alla fine del mese avremo le ultime opportunità per quest’anno per tentare l’osservazione del pianeta in orario serale. Mercurio non si allontana molto dal Sole e rimane comunque basso sull’orizzonte occidentale: non sarà semplice individuarlo nella luce del crepuscolo dopo il tramonto del Sole. Nel corso dell’ultima decade di novembre si verifica il periodo più favorevole. La massima elongazione serale, con il pianeta a 22° dal Sole, viene raggiunta il 24 novembre. La sera del 27 novembre osserviamo il tramonto più ritardato, ad 1 ora e 10 minuti dopo quello del Sole.

Venere: dopo aver dominato i cieli del mattino per gran parte dell’anno in corso, il pianeta più luminoso si avvicina repentinamente al Sole ed è ormai osservabile con difficoltà, molto basso sull’orizzonte orientale, dove a fine novembre sorge appena 45 minuti prima del Sole, quando le luci dell’alba già illuminano il cielo. Per questa ragione non sarà facile osservare la stretta congiunzione con Giove, che si verifica il 13 novembre. Nel corso della stessa giornata del 13 Venere lascia la costellazione della Vergine e fa il suo ingresso nella Bilancia.

Marte: dei tre pianeti visibili al mattino presto, insieme a Venere e Giove, Marte è quello osservabile con maggiore facilità, trovandosi più alto in cielo sull’orizzonte orientale prima del sorgere del Sole. Nel corso del mese il pianeta rosso percorre un ampio tratto della costellazione della Vergine, fino a raggiungere la congiunzione con la stella Spica il 28 novembre.

Giove: dopo la congiunzione con il Sole del mese scorso, Giove torna visibile al mattino presto. Per alcune settimane sarà ancora molto basso sull’orizzonte orientale, confuso tra le luci dell’alba. Varrà la pena tentare l’osservazione della congiunzione con Venere la mattina del 13 novembre. Giove passa dalla costellazione della Vergine a quella della Bilancia il 15 novembre.

Saturno: tra i pianeti visibili ad occhio nudo Saturno è rimasto l’unico osservabile in orario serale, ma limitatamente ad un breve intervallo di tempo poco dopo il tramonto del Sole, e con difficoltà, data la sua altezza sull’orizzonte occidentale ormai ridottissima e destinata a diminuire ulteriormente, nell’imminenza della congiunzione con il Sole. Da segnalare, dopo una prolungata permanenza nella costellazione dell’Ofiuco, il passaggio al Sagittario il 19 novembre.

Urano: dopo l’opposizione al Sole avvenuta il mese scorso, il pianeta è ancora osservabile per quasi tutta la notte. E’ quindi possibile individuarlo agevolmente e seguirlo in cielo mentre nel corso della prima parte della notte si eleva fino a culminare a Sud. Essendo la luminosità del pianeta al limite della capacità di percezione dell’occhio umano, si consiglia di osservarlo con l’ausilio di un telescopio. Il pianeta continua a muoversi lentamente con moto retrogrado nella costellazione dai Pesci.

Nettuno: il pianeta è osservabile nel corso della prima parte della notte. Nella prime ore della sera lo si può osservare al culmine a Sud-Ovest, ma avvicinandosi alla mezzanotte si trova ormai molto basso sull’orizzonte verso Ovest. Nel corso del mese l’intervallo di tempo disponibile per osservarlo tende a ridursi progressivamente. Per individuare Nettuno è necessario utilizzare un telescopio, essendo la luminosità del pianeta inferiore ai limiti accessibili all’osservazione ad occhio nudo. Dopo un periodo di spostamento con moto retrogrado, dal 22 novembre il pianeta torna a muoversi con moto diretto, ancora nella costellazione dell’Acquario, dove è destinato a rimanere a lungo, fino all’anno 2022.

Plutone: l’osservabilità di Plutone non è favorevole in questo periodo. La posizione sulla volta celeste non è molto distante da quella di Saturno. Anche Plutone quindi rimane solo per un breve tempo sopra l’orizzonte occidentale dopo il tramonto del Sole. Data la sua luminosità, molto bassa, è ancora più difficile tentarne l’osservazione man mano che anticipa il suo tramonto. Come sempre è indispensabile un telescopio di adeguata potenza per poterlo individuare. Plutone si trova ancora nella costellazione del Sagittario, dove è destinato a rimanere ancora per diversi anni, fino al 2023.

La IAU (International Astronomical Union), ha istituito (giugno 2008) la classe dei Plutoidi. Abbiamo comunque ritenuto opportuno mantenere nella nostra rubrica Plutone, capostipite di questa nuova categoria di membri del sistema solare.

Le Congiunzioni di novembre 2017

Luna-Pleiadi: Nella notte tra il 4 e il 5 novembre la Luna Piena attraversa parte della costellazione del Toro avvicinandosi alle Pleiadi ed alla stella Aldebaran.

Venere-Giove: congiunzione difficile da osservare per la minima altezza sull’orizzonte dei due pianeti, ma spettacolare per la ridottissima distanza tra essi (arriverà al valore di appena 17’ d’arco. L’incontro ravvicinato si verifica al mattino presto del 13 novembre, a Sud-Sud.Est, tra le luci dell’alba. Da segnalare un transito della Stazione Spaziale Internazionale vicino ai due pianeti intorno alle ore 6:38. La congiunzione è osservabile vicino al limite tra le costellazioni della Vergine e della Bilancia.

Luna-Marte: al mattino presto, il 15 novembre, sull’orizzonte orientale la sottile falce di Luna calante sorge insieme al pianeta rosso, nella costellazione della Vergine. In seguito, poco prima della comparsa del Sole, sorgeranno anche la stella Spica e, ancora più in basso, Giove e Venere.

Luna-Giove-Venere: la mattina del 17 novembre manca solo un giorno alla Luna Nuova. La sottilissima falce di Luna forma un triangolo con Giove e Venere nella costellazione della Bilancia, estremamente basso sull’orizzonte orientale, dove ben presto le luci dell’alba prendono il sopravvento.

Luna-Saturno: si tratta di una delle ultime occasioni per osservare Saturno, ormai osservabile solo all’inizio della sera, poco dopo il tramonto del Sole. Al crepuscolo del 21 novembre possiamo individuarlo vicino alla falce di Luna crescente, nella costellazione del Sagittario.

Luna-Mercurio-Saturno: il 28 novembre Mercurio e Saturno si trovano in congiunzione nella costellazione del Sagittario. Osservazione non facile: i due pianeti sono molto bassi sull’orizzonte occidentale e ben presto tramontano nella luce del crepuscolo serale.

Le Costellazioni di novembre 2017

La notte si allunga, il Sole anticipa sempre più il suo tramonto, e questo ci regala qualche ora in più di osservazione della volta stellata.

È così che allo spengersi delle ultime luci del crepuscolo avremo ancora l’opportunità di ammirare brevemente, sull’orizzonte occidentale, alcuni degli astri caratteristici del cielo estivo.

Li rammentiamo ancora una volta: possiamo riconoscere il “Triangolo Estivo”, ai cui vertici troviamo le stelle Altair dell’Aquila, Vega della Lira e Deneb del Cigno (si consiglia di consultare le rubriche dei mesi precedenti per le descrizioni più dettagliate delle tre costellazioni).

Subito dopo il tramonto sarà possibile scorgere anche Ercole, in basso sull’orizzonte a Nord Ovest. Lungo la fascia zodiacale nelle prime ore della sera possiamo riconoscere il Capricorno e l’Acquario, privi di stelle particolarmente brillanti.

Proseguendo verso Sud, troviamo i Pesci e la minuscola costellazione dell’Ariete.

Chi osserva da luoghi con l’orizzonte meridionale privo di ostacoli – in pianura o sul mare – può cimentarsi nel riconoscimento delle costellazioni che si estendono al di sotto dell’eclittica: la Balena e più a Ovest, sotto l’Acquario, il Pesce Australe, dove si può facilmente riconoscere una stella brillante, Fomalhaut.

Verso Est vedremo sorgere le costellazioni zodiacali che domineranno il cielo nell’imminente inverno: vedremo così prima il Toro e successivamente i Gemelli.

In tarda serata nel cielo orientale si inizieranno a vedere altre costellazioni, prossime protagoniste dei cieli invernali: il Cancro, a sinistra dei Gemelli, e nella seconda parte della notte, il Leone.

Inconfondibili, a Sud-Est nelle prime ore della notte, le costellazioni di Orione e del Cane Maggiore, con la luminosissima Sirio.

Sopra i Gemelli e il Toro è facilmente identificabile un’altra costellazione che vedremo ben alta in cielo per i prossimi mesi: si tratta dell’Auriga, dalla caratteristica forma a pentagono, in cui uno dei vertici è rappresentato da una delle stelle più luminose della volta celeste, Capella.

In prossimità dello zenit, sulla nostra verticale, godono ancora di visibilità ottimale le costellazioni già descritte nel “cielo di ottobre”: il grande quadrilatero di Pegaso, seguito, verso Nord Est, da Andromeda e da Perseo e, più vicine al Polo Nord Celeste, la “W” di Cassiopea e il meno appariscente Cefeo.

Vale la pena soffermarsi anche sulla piccola costellazione del Triangolo, tra Andromeda e l’Ariete: in essa si trova la Galassia a spirale M33, ben nota a tutti gli astrofili: è la terza componente per importanza del “Gruppo Locale”, la concentrazione di galassie di cui fanno parte la nostra Via Lattea e la notissima Galassia di Andromeda.

A Settentrione troviamo come sempre l’Orsa Maggiore e l’Orsa Minore, con la Stella Polare immobile ad indicarci il Nord; tra le due Orse possiamo riconoscere Draco.

Le Meteore di novembre 2017

In novembre le piogge di meteore più conosciute sono quelle delle Tauridi e delle Leonidi. Le prime sono note per la loro lunga durata, che si protrae da metà settembre a dicembre, le seconde perché legate a spettacolari apparizioni, con considerevoli tempeste saltuarie di stelle cadenti.

In questo mese le Tauridi sembrano irradiarsi da un’area a pochi gradi sud ovest delle Pleiadi. Si tratta di una corrente meteorica molto complessa, originata probabilmente in buona parte da residui della disintegrazione della cometa Encke, mescolati a frammenti asteroidali. L’area radiante appare molto diffusa, ma con una certa evidenza sono riscontrabili due componenti, rispettivamente a nord e a sud dell’eclittica, distanti tra loro circa 12 gradi in declinazione.

Durante la prima quindicina del mese, in genere si assiste a un aumento del loro numero, dovuto al sommarsi dei momenti di loro maggiore attività, rispettivamente intorno al 2/3 novembre (Tauridi sud) e al 12 novembre (Tauridi nord). Quest’anno però solamente quest’ultima componente sarà favorevole all’osservazione, in quanto non disturbata dal chiarore della Luna. Verso il 7-8 del mese, che corrisponde al nodo orbitale origianario della cometa, potrebbe essere osservata la maggior frequenza delle Tauridi più luminose.

Le Leonidi sono senza dubbio la corrente più famosa, ma le loro apparizioni non sempre sono all’altezza della loro fama. Ci sono periodi in cui sono equiparabili per attività a uno sciame minore e altri in cui mostrano degli exploit memorabili. Comunque ogni anno verso il 16-17-18 novembre la Terra incontra regioni di spazio che contengono qua e là particelle rilasciate nel susseguirsi dei passaggi al perielio dalla cometa Tempel-Tuttle, anche se solamente nei tratti di orbita vicini alla cometa ci sono le nubi più consistenti di corpuscoli che possono essere poi causa degli exploit più spettacolari. Dato che la Tempel-Tuttle è transitata al perielio alla fine del 1998 e che tornerà dopo 33 anni, quest’anno non possiamo che aspettarci un’apparizione senza sorprese. Ciò che osserveremo sarà la componente annuale, formata da meteore per lo più di debole luminosità, che in genere si mostra con un aumento di frequenza di circa una giornata. L’osservazione sarà senz’altro favorevole poichè la Luna sarà assente. Il radiante vicino alla stella gamma Leonidi sarà visibile sopra l’orizzonte all’incirca dalla mezzanotte in poi.

Nella seconda parte del mese potremo osservare favorevolmente anche alcuni interessanti sciami minori: le alfa Monocerontidi e le ormai vetuste Andromedidi.

Le alfa Monocerontidi (max 21/22 novembre) nel 1995 hanno mostrato nei cieli europei uno spettacolare outburst, ben testimoniato dagli osservatori italiani della UAI-sm [1], ricco di meteore per circa 30 minuti.

Le Andromedidi sono invece ciò che rimane della disgregazione della cometa 1741 Biela che nel 1852 si ruppe in due. Attualmente esistono numerosi filamenti, che più o meno incontrano la Terra, prodotti nel tempo dai mutamenti orbitali della cometa, cosicchè si scorgono sporadiche Andromedidi addirittura da ottobre fino a dicembre. Oggi si identificano principalmente momenti di attività specie a metà e fine novembre. Di recente l’IMO Video Network ha rilevato un buon numero di Andromedidi nel periodo 5-30 novembre con picco verso il 12-14 novembre. Nel contempo osservazioni specie nel dominio radio hanno registrato queste meteore a fine novembre / inizio dicembre.

Leave a Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Pubblicità
Pubblicità