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Lucy Lawless a Lucca e i razzisti italiani

Lucy Lawless a Lucca e i razzisti italiani
In questo caldo inizio di luglio Lucy Lawless è in vacanza in Italia, a Lucca, ed è proprio nella cittadina toscana che ha assistito ad una brutta, ma ormai troppo frequente, scenetta di razzismo italiota.

Lucy Lawless, meglio conosciuta al grande pubblico come Xena Warrior Princess, stava camminando per le strade di Lucca il 3 luglio 2017 quando un gruppo di sei ragazzi italiani ben vestiti, di 18-19 anni, in pieno centro città fanno il verso della scimmia al passaggio di un ragazzo nero in bicicletta, urlano, ridacchiano e gli gridano “Gabon”, applaudono come dei ritardati mentali, ed è probabile che lo siano davvero, ignoranti e maleducati lo sono di sicuro.

Lucy Lawless decide allora di raccontare la sua brutta esperienza nella sua pagina facebook e il post diventa virale. Migliaia di persone da tutto il mondo intervengono per dire la loro, ma la cosa più buffa e triste allo stesso tempo è che intervengono anche degli italioti più o meno coscienti del loro animo profondamente razzista, che si cimentano in commenti ridicoli, superficiali e ottusi anche scritti solo in italiano, incuranti del fatto che la pagina è in inglese. Commenti minoritari, certo, ma ci sono e sono la vergogna dell’Italia perché, anche se ancora minoritario, il numero di ignoranti, arroganti, violenti e fanatici esiste ed è visibile a tutti.

Ecco cosa scrive Lucy Lawless:

So I’m walking thru Lucca, Italy tonight behind 6 well-dressed ragazzi about 18-19 yrs old. A black boy rides by on his bike. One of the boys makes a chimp sound and claps his hands once loudly over his head. And yells, “Gaboon!” Another boy joins in, then a third, yelling and slow-clapping in menacing unison. The other boys smile (ruefully) but don’t join in. Maybe they don’t know how better to deal with it. “Orribile, ” I growl, “veramente orribile”. The boys are shocked that a grown up was so close thru the whole thing and called them on it. Had I been better prepared or had I better Italian, I would have explained calmly that past generations Italians were immigrants in our countries and that their behavior tonight is a form of terrorism. They are effectively and collectively terrorizing that young black man who is not wearing popped asshole preppy collars and pastel shorts like them. Maybe they like that idea. Probably not. More likely they are just mindlessly working out their testosterone on someone they perceive as weaker -the way chimps pack hunt prey. And there’s no doubt who were the chimps in this transaction. #apologiesToPrimates #giveNothingToRacism #speakUp

Venerdì 7 luglio Lucy Lawless scrive un altro post sulla sua pagina Facebook dove sembra stupirsi per i tanti post ricevuti da fans italiani o semplici persone di passaggio nella sua pagina e dice che forse ha “toccato un nervo scoperto qui in Italia”, e ribadisce di non aver mai detto che Lucca è un posto di razzisti, ma si è limitata a raccontare ciò a cui aveva assistito.

“Wow, my post about three boys cruelty to a young black man who had had the temerity to ride by them, really struck a nerve here in Italy and was picked up all over the place. Note: I never said this place is racist, only recounted something that happened. Bullies hurt others and as a mother I will not indulge cruelty of any stripe.
xLx”

Ha certamente ragione Lucy Lawless, però sarebbe stato meglio aver scritto qualcosa tipo “avrei fatto notare a quei ragazzi che siamo tutti degli immigrati o dei migranti” piuttosto che scrivere che “generazioni di italiani sono stati emigranti nei nostri paesi”, è proprio questo il punto che ha fatto indignare alcuni tra i tanti italiani che hanno letto il suo post, razzisti a parte. Non sono solo gli italiani ad essere migrati verso altri paesi e non c’è da stupirsi di più se un italiano si comporta da razzista piuttosto che un neozelandese, un americano o un australiano. Tutti gli europei sono emigrati, per un motivo o per un altro, verso altre terre e le hanno occupate, colonizzate, depredate e annesse ad uno o ad un altro impero, oppure sono emigrati per integrarsi, almeno in parte, in un altro paese solo per fare fortuna o per cercare di vivere la propria vita lontano da guerra, povertà o discriminazioni.
I razzisti, gli ignoranti, i prepotenti, i bulli, i decerebrati, esistono in tutto il mondo, in tutti i continenti e si trovanto tra persone con la pelle di ogni tipo di colore esistente sulla Terra. Alcuni occupano, purtroppo, anche posti di potere, altri sono ricchi, altri ancora sono semplici operai o contadini o sono bigotti religiosi, tutti sono però stupidi e ignoranti con i lumi della ragione del proprio cervello fulminati…
Siamo tutti migranti Lucy, tutti, ma proprio tutti, è questo che dovremmo insegnare alle future generazioni e dovremmo insegnare loro ad apprezzare, amare, coltivare, sostenere la diversità in tutte le sue forme, nel pieno rispetto di ogni essere vivente o non vivente che fa parte di questo splendido Pianeta Terra. Diversità di sesso, di gusti estetici, di fisico (grassi, magri, ecc), di gusti sessuali, di scelte personali di vita, diversità e biodiversità, perché è la diversità che rende forte il nostro Pianeta e che rende forte l’essere umano, gli animali, le piante, i minerali… senza la diversità, senza la biodiversità, non ci sarebbe la vita. Il rispetto per la diversità tutta va insegnato a tutti, nelle scuole ma anche nel nostro comportamento quotidiano.
Flavia Wolfrider

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