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Appuntamento con le Stelle, il Cielo di Maggio 2017

Appuntamento con le Stelle, il Cielo di Maggio 2017

Appuntamento con le stelle, il cielo di aprile 2017. Eccoci di nuovo all’appuntamento con i nostri lettori che amano osservare il cielo notturno per riconoscere le stelle e i pianeti e cercare di vedere se ci sono delle stelle cadenti che possono esaudire i loro desideri. Per osservare i corpi celesti assicuratevi che il cielo notturno sia sereno perché altrimenti vedrete soltanto un tappeto di nuvole cariche di umidità o nubi sparse che vi impedirebbero di individuare le stelle, le costellazioni, i pianeti, le comete e le eventuali meteore. A tutti gli interessati all’osservazione di cielo e stelle, consiglio di visitare il sito web dell’Unione Astrofili Italiani: http://www.uai.it/

Il Sole si trova nella costellazione dell’Ariete fino al 14 maggio 2017, quando passa nella costellazione del Toro.

Il 1° maggio, il sole sorge alle 06:08 e tramonta alle 20:11; il 15 maggio: il sole sorge alle 05:51; tramonta alle 20:26; il 31 maggio: il sole sorge alle 05:39; tramonta alle 20:40.

La durata del giorno aumenta di 58 minuti dall’inizio del mese.

Gli orari indicati sono validi per una località alla latitudine media italiana.

Gli orari sono espressi in Ora Legale Estiva, pari ad un’ora in più rispetto all’Ora Solare o TMEC (Tempo Medio dell’Europa Centrale).

La Luna, il 3 maggio 2017, alle ore 04:47, è al Primo Quarto; il 10 maggio 2017, alle ore 23:43, è Luna Piena; il 19 maggio 2017, alle ore 02:33, è all’Ultimo Quarto; il 25 maggio 2017, alle ore 21:44, è Luna Nuova.

Gli orari e le date sono riferiti al tempo segnato dai nostri orologi per uso civile:

T.M.E.C. (Tempo Medio Europa Centrale = TU + 1h) da domenica 1 gennaio 2017 a sabato 25 marzo 2017 e da domenica 29 ottobre a domenica 31 dicembre 2017

O.E. (Ora Estiva = TU + 2h) da domenica 26 marzo 2017 a sabato 28 ottobre 2017.

Pianeti del cielo di maggio 2017

Mercurio: per tutto il mese di maggio il pianeta è osservabile al mattino presto, prima del sorgere del Sole. Tuttavia Mercurio rimane sempre piuttosto basso sull’orizzonte e non sarà facile individuarlo sull’orizzonte orientale tra le luci dell’alba. La massima elongazione mattutina viene raggiunta il giorno 17 maggio, con una distanza angolare dal Sole di 25° 47’. L’intervallo di tempo maggiore a disposizione per osservarlo si verifica il 27 maggio, quando Mercurio sorge 56 minuti prima del Sole.

Venere: il pianeta è tornato a brillare nelle prime ore del mattina, con il passare dei giorni anticipa il suo sorgere, così che possiamo osservarlo sempre più alto sull’orizzonte prima del sorgere del Sole. Infatti alla fine del mese Venere sorge due ore prima del Sole. Venere attraversa gran parte della costellazione dei Pesci, con una escursione di poche ore, l’11 maggio, nella Balena.

Marte: la visibilità del pianeta rosso è ormai ridotta all’inizio della sera, poco dopo il tramonto del Sole. Alla fine del mese sarà osservabile tra le luci del crepuscolo ormai molto basso sull’orizzonte occidentale. Nel corso del mese Marte rimane ancora nella costellazione del Toro.

Giove: nel corso delle prime ore della notte possiamo osservare Giove che culmina a Sud, inconfondibile, essendo l’astro più luminoso per quasi tutta la notte. Prima dell’alba si verifica in pratica una staffetta. Quando Giove tramonta ad occidente, dalla parte opposta della volta celeste appare Venere, a riprendersi brevemente il ruolo di pianeta più brillante visibile in cielo. Giove si trova ancora nella costellazione della Vergine, dove si sposta lentamente con moto retrogrado.

Saturno: dopo una lunga attesa, possiamo cominciare a salutare il ritorno del pianeta con gli anelli nel cielo serale, dove sarà protagonista nella prossima estate. Nei primi giorni di maggio il pianeta sorge prima della mezzanotte, ma a fine mese già intorno alle 22:30 possiamo individuarlo basso sull’orizzonte orientale. Muovendosi con moto retrogrado, Saturno il 19 maggio lascia la costellazione del Sagittario e ritorna nell’Ofiuco.

Urano: dopo la congiunzione con il Sole avvenuta il mese scorso, l’osservazione di Urano è ancora molto difficoltosa. Il pianeta compare ad Est al mattino presto poco prima del sorgere del Sole ed è ancora molto basso sull’orizzonte orientale quando le luci dell’alba iniziano a prendere il sopravvento. Le condizioni di osservabilità migliorano alla fine del mese, quando Urano sorge quasi contemporaneamente a Venere. Si ricorda che Urano è al limite della visibilità ad occhio nudo e per poterlo osservare è consigliabile l’ausilio del telescopio. Il pianeta si trova ancora nella costellazione dai Pesci, dove rimane per tutto l’anno in corso.

Nettuno: lo si può individuare a Sud-Sud-Est all’apparire delle prime luci dell’alba. L’intervallo di tempo disponibile per osservarlo sta crescendo, anche se per il mese in corso è ancora limitato a poche ore prima del sorgere del Sole. Per poter osservare Nettuno, data la bassa luminosità, è necessario l’ausilio di un telescopio. Nettuno si trova ancora nella costellazione dell’Acquario, dove è destinato a rimanere per un periodo molto, fino all’anno 2022.

Plutone: anche Plutone anticipa sempre più la comparsa sulla volta celeste. Negli ultimi giorni del mese sorge prima di mezzanotte. Pertanto è osservabile per la seconda parte della notte, inizialmente basso sull’orizzonte a Sud-Est, poi al culmine nel cielo meridionale poco prima del sorgere del Sole. Data la luminosità molto bassa di Plutone, per individuarlo è indispensabile l’uso di un telescopio di adeguata potenza. Plutone rimane nella costellazione del Sagittario ancora per molti anni, fino al 2023.

La IAU (International Astronomical Union), ha istituito (giugno 2008) la classe dei Plutoidi. Abbiamo comunque ritenuto opportuno mantenere nella nostra rubrica Plutone, capostipite di questa nuova categoria di membri del sistema solare.

Per chi si interessa di Astrologia: lOfiuco non ha nulla a che spartire con l’Astrologia che divide lo Zodiaco in 12 Costellazioni ciascuna corrispondente ad una Stagione terrestre. Proprio per la sua scarsa visibilità e per la sua prossimità allo Scorpione, l’Ofiuco non venne e non viene preso in considerazione da molti Astrologi.

Le Congiunzioni del cielo di maggio 2017

Luna-Giove: la sera del 7 maggio la Luna si trova in congiunzione con Giove nella costellazione della Vergine, dove si riconosce la stella Spica.

Luna-Saturno: nella tarda serata del 13 maggio possiamo ammirare il sorgere della Luna accompagnata dal pianeta Saturno. I due astri si trovano nella costellazione del Sagittario, molto vicino al limite con l’Ofiuco.

Luna-Venere: prima del sorgere del Sole, al mattino del 22 maggio, sull’orizzonte orientale, nella costellazione dei Pesci brilla il luminoso pianeta Venere insieme alla falce di Luna calante.

Luna-Marte: ultima congiunzione serale per Marte, ormai difficile da osservare tra le luci del crepuscolo. Poco dopo il tramonto del 27 maggio possiamo tentare di individuarlo vicino al sottile falcetto di Luna crescente. La Luna si trova nella costellazione di Orione, Marte nel Toro.

Le Costellazioni del cielo di maggio 2017

Alte nel cielo, in direzione sud, le costellazioni del Leone e della Vergine, tra le più estese dello zodiaco, dominano la volta celeste del mese di maggio.

Secondo la mitologia greca, la temibile fiera fu soffocata da Ercole, poiché risultava invulnerabile alle frecce ed alla clava, mentre la Vergine era considerata la Dea della giustizia che si riteneva vivesse in mezzo agli uomini, ma per i misfatti di questi preferì lasciare la Terra per prendere posto nel firmamento.

Non sono molte le stelle brillanti in questa zona di cielo: tra le più facili da individuare segnaliamo Regolo, nel Leone, e Spica, l’unica stella di notevole luminosità della Vergine.

Sotto di essa possiamo riconoscere le costellazioni, di dimensioni decisamente minori, del Corvo e del Cratere. Le stelle più brillanti le troviamo più a Nord-Est; Arturo, nel Bootes, la costellazione del “pastore guardiano” delle due orse, e la stella Vega, della Lira, che dominerà i cieli estivi. Continua il periodo di visibilità ottimale per l’Orsa Maggiore, che si trova praticamente allo zenit.

Unico punto fisso della volta celeste – almeno in prima approssimazione – la Stella Polare nell’Orsa Minore ci indica la direzione del Nord.

Queste due costellazioni sono strettamente legate anche nella leggenda greca che narra della trasformazione in orse della ninfa Callisto e del figlio Arcade ad opera di Giunone, gelosa delle attenzioni di Zeus verso la bella Callisto.

Per proteggerle dai cacciatori, Zeus decise quindi di porle in cielo, ma facendole ruotare intorno al polo celeste per non perderle mai di vista.

Tra le due Orse, sinuosa come un serpente, troviamo la lunga costellazione del Dragone.

Al centro del triangolo formato da Orsa Maggiore, Leone e Bootes, possiamo riconoscere le piccole costellazioni dei Cani da Caccia e della Chioma di Berenice.

Il mito di quest’ultima è legato ad un personaggio storico realmente esistito.

Berenice era infatti la moglie di Tolomeo III Euergete, re d’Egitto (III secolo a.C.), della dinastia dei Tolomei, la cui più nota esponente, nonché ultima discendente, fu la famosissima Cleopatra.

Nelle prime ore della sera, basse sull’orizzonte occidentale, c’è ancora il tempo di ammirare alcune delle costellazioni che sono state protagoniste dei cieli invernali, in particolare l’Auriga, i Gemelli e, un po’ più in alto, la costellazione del Cancro.

In tarda serata vedremo invece sorgere in successione a Sud-Est la Bilancia, lo Scorpione, l’Ofiuco e il Sagittario.

Sopra l’Ofiuco possiamo riconoscere la Corona Boreale e la costellazione di Ercole.

La panoramica della volta celeste si conclude a settentrione, sotto l’Orsa Minore, con Cassiopea e Cefeo.

A Nord-Est cominciano ad affacciarsi a notte inoltrata la già citata Lira, il Cigno e l’Aquila, che si accingono a diventare le protagoniste del cielo estivo.

Le meteore del cielo di maggio 2017

A maggio la maggior parte dell’attività meteorica si concentra nella prima parte del mese e nella seconda parte della notte.

Essendo stato il novilunio alla fine di aprile, quest’anno sarà favorevole l’osservazione delle ben note eta Aquaridi, che si mostrano soprattutto nella prima settimana di maggio. Legate ad antichi residui della cometa Halley, costituiscono una delle correnti meteoriche più cospicue dell’anno, ma alle nostre latitudini la loro osservabilità è ed è sempre stata alquanto difficoltosa e deludente, poiché il radiante permane per pochissimo tempo sopra l’orizzonte e soprattutto a basse altezze, così che la frequenza delle meteore si rivela da noi molto contenuta. Questo sciame mostra in realtà un gran numero di meteore alle latitudini australi, dove il radiante arriva quasi allo zenit, con frequenze orare simili a quelle delle Perseidi. Nel nostro paese le regioni meridionali beneficiano di un maggior tempo di osservazione, ossia da quando il radiante sorge fino all’iniziare del crepuscolo mattutino. Al contrario le regioni via via sempre più a nord godono di un minor tempo di visibilità e di peggiori circostanze. Il radiante, posto nella zona più alta dell’Aquario, si mostra attivo per quasi un mese, con un aumento evidente della frequenza dal 3 al 10 maggio e un picco maggiore intorno al 5/6 maggio. Quest’anno vedremo il radiante salire sopra l’orizzonte circa dalle 2h in poi, proprio quando la Luna volgerà al tramonto.

In maggio la maggior parte dell’attività meteorica si concentra nella prima parte del mese e nella seconda parte della notte.

Essendo stato il novilunio alla fine di aprile, quest’anno sarà favorevole l’osservazione delle ben note eta Aquaridi, che si mostrano soprattutto nella prima settimana di maggio. Legate ad antichi residui della cometa Halley, costituiscono una delle correnti meteoriche più cospicue dell’anno, ma alle nostre latitudini la loro osservabilità è ed è sempre stata alquanto difficoltosa e deludente, poiché il radiante permane per pochissimo tempo sopra l’orizzonte e soprattutto a basse altezze, così che la frequenza delle meteore si rivela da noi molto contenuta. Questo sciame mostra in realtà un gran numero di meteore alle latitudini australi, dove il radiante arriva quasi allo zenit, con frequenze orare simili a quelle delle Perseidi. Nel nostro paese le regioni meridionali beneficiano di un maggior tempo di osservazione, ossia da quando il radiante sorge fino all’iniziare del crepuscolo mattutino. Al contrario le regioni via via sempre più a nord godono di un minor tempo di visibilità e di peggiori circostanze. Il radiante, posto nella zona più alta dell’Aquario, si mostra attivo per quasi un mese, con un aumento evidente della frequenza dal 3 al 10 maggio e un picco maggiore intorno al 5/6 maggio. Quest’anno vedremo il radiante salire sopra l’orizzonte circa dalle 2h in poi, proprio quando la Luna volgerà al tramonto.

Un ulteriore contributo alla attività meteorica di maggio è dato dai radianti minori della fascia eclitticale in Libra, Ofiuco e Scorpione, prodotti da correnti meteoriche estremamente diffuse per effetto delle perturbazioni planetarie. Si tratta di meteoroidi originati da corpi di varia origine, come probabilmente la cometa Lexell e gli asteroidi di tipo Apollo, Adonis e 1983 LC. All’inizio del mese le alfa Scorpidi (max 3 maggio) con le loro caratteristiche stelle cadenti brillanti e colorate saranno favorevoli all’osservazione dopo la mezzanotte, mentre le osservazioni della corrente minore delle eta Ofiuchidi (max 12 maggio) risulterà disturbata totalmente dalla Luna. Stesse circostanze negative purtroppo avranno quest’anno le eta Liridi (max 9 maggio), generate dalla cometa 1983 H1 IRAS-Araki-Alcock, che in questi ultimi anni si sono mostrate abbastanza attive.

Un ulteriore contributo alla attività meteorica di maggio è dato dai radianti minori della fascia eclitticale in Libra, Ofiuco e Scorpione, prodotti da correnti meteoriche estremamente diffuse per effetto delle perturbazioni planetarie. Si tratta di meteoroidi originati da corpi di varia origine, come probabilmente la cometa Lexell e gli asteroidi di tipo Apollo, Adonis e 1983 LC. All’inizio del mese le alfa Scorpidi (max 3 maggio) con le loro caratteristiche stelle cadenti brillanti e colorate saranno favorevoli all’osservazione dopo la mezzanotte, mentre le osservazioni della corrente minore delle eta Ofiuchidi (max 12 maggio) risulterà disturbata totalmente dalla Luna. Stesse circostanze negative purtroppo avranno quest’anno le eta Liridi (max 9 maggio), generate dalla cometa 1983 H1 IRAS-Araki-Alcock, che in questi ultimi anni si sono mostrate abbastanza attive.

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