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Felice Equinozio di Primavera 2017

Felice Equinozio di Primavera 2017

Felice Equinozio di Primavera! Felice festa di Luce e Calore! Felice Ostara! Passate tutte e tutti una buona festa di Equinozio di Primavera, comunque voi la chiamiate e di qualunque tradizione…

La parola “equinozio” deriva dal latino “equi -noctis” e significa “notte uguale” al giorno. La definizione puramente teorica di lunghezza del giorno si riferisce all’intervallo di tempo compreso fra due intersezioni temporalmente consecutive del centro apparente del disco solare con l’orizzonte del luogo geografico. Usando questa definizione, la lunghezza del dì risulterebbe di 12 ore. In realtà, gli effetti di rifrazione atmosferica, il semidiametro e la parallasse solare fanno sì che negli equinozi la lunghezza del dì ecceda quella della notte. Gli Equinozi di Primavera e d’Autunno sono i due giorni dell’anno nei quali hanno inizio le stagioni di primavera e autunno. Agli equinozi, intesi come giorni di calendario, il Sole sorge quasi esattamente ad est e tramonta quasi esattamente ad ovest; ma non esattamente, in quanto l’equinozio è un preciso istante che quindi può, al massimo, coincidere con uno solo dei due eventi, ma non prodursi due volte nell’arco di 12 ore.
Nell’emisfero settentrionale, l’Equinozio di Primavera cade il 20 o 21 marzo,  e l’equinozio d’autunno cade il 22 o il 23 settembre; nell’emisfero meridionale, questi termini sono invertiti.

Gli equinozi possono essere considerati anche come punti ideali nel cielo. Anche se la luce diurna nasconde le altre stelle, rendendo difficile vedere la posizione del Sole rispetto agli altri corpi celesti, il Sole ha una posizione definita relativa alle altre stelle.

Mentre la Terra gira attorno al Sole, l’apparente posizione del Sole si sposta di un intero cerchio nel periodo di un anno. Questo cerchio è chiamato eclittica, ed è anche il piano dell’orbita della Terra proiettato sulla sfera celeste. Gli altri pianeti visibili ad occhio nudo (Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno) sembrano muoversi lungo l’eclittica poiché le loro orbite sono su un piano simile a quello della Terra.

L’altro cerchio nel cielo è l’equatore celeste, ovvero la proiezione dell’equatore terrestre sulla sfera celeste. Poiché l’asse di rotazione della Terra è inclinato rispetto al piano dell’orbita, l’equatore celeste è inclinato rispetto all’eclittica. Due volte l’anno, il Sole incrocia il piano dell’equatore terrestre. Questi due punti sono gli equinozi.

Il punto dell’Equinozio di Primavera dell’emisfero settentrionale è anche chiamato punto vernale (parola derivante da latino, da “ver” che significa “primavera”), punto dell’Ariete o punto gamma (γ), mentre quello dell’equinozio d’autunno è anche chiamato punto della Bilancia (ω). Tuttavia, a causa della precessione degli equinozi, questi punti non si trovano più nella costellazione da cui prendono il nome, anche se va detto che l’astrologia è un sistema basato sulle stagioni (le costellazioni fisse,i 12 segni zodiacali, sono infatti i 12 mesi dell’anno) e sul loro “dialogo” con i pianeti e con le stelle, con il cielo. La Precessione degli Equinozi pertanto non va ad influire sull’interpretazione di un tema natale basato sull’astrologia per come la conosciamo in occidente.

L’istante nel quale il Sole passa attraverso ogni punto di equinozio può essere calcolato accuratamente, così l’equinozio è sempre e solo un particolare istante, e non un giorno intero.

Nell’Equinozio di Primavera:
all’equatore il Sole sorge in linea verticale dall’orizzonte est fino allo zenit, e poi tramonta in linea verticale dallo zenit all’orizzonte ovest;
al Tropico del Cancro il Sole passa a sud, dove giunge alla sua massima altezza per quel giorno che è 66°33′;
al Tropico del Capricorno il Sole passa a nord, dove giunge alla sua massima altezza per quel giorno che è 66°33′;
al polo nord il Sole passa da una notte lunga 6 mesi ad un dì lungo 6 mesi;
al polo sud il Sole passa da un dì lungo 6 mesi ad una notte lunga 6 mesi.

Nell’originale calendario giuliano stabilito da Giulio Cesare, l’Equinozio di Primavera cadeva il 25 marzo. La ragione dell’odierno spostamento al 21 marzo si lega alle motivazioni stesse della messa in essere del calendario gregoriano. Ciò che spinse infatti Gregorio XIII a promulgare la sua riforma non fu infatti un omaggio al dittatore romano, ma il desiderio di riallinearsi alle votazioni del Concilio di Nicea, svoltosi quasi quattro secoli dopo la vita del famoso politico. Il papa deliberò quindi di recuperare l’errore accumulatosi dopo il concilio, ma non ebbe interesse alcuno a fare lo stesso per le date del 29 febbraio degli anni 100, 200 e 300. Dato che un quarto giorno si era già generato a causa del caos nell’applicazione del giorno bisestile intervenuta fra l’omicidio di Cesare e il definitivo decreto di riordino di Augusto dell’anno 8, fu così che l’equinozio fu stabilmente spostato rispetto alla sua data originaria.

Ecco una serie di feste celebrate in occasione dell’Equinozio di Primavera.
Sham El Nessim, celebrata all’Equinozio di Primavera, era un’antica festività egiziana le cui tracce risalgono a circa 4700 anni fa, ed è ancora oggi una delle feste pubbliche Egiziane ed è celebrata il lunedì più prossimo all’Equinozio di Primavera.
La Pasqua ebraica è una festa che coincide con l’Equinozio di Primavera e cade di solito il primo giorno di luna piena seguente all’Equinozio di Primavera, anche se occasionalmente, di solito 7 volte in 19 anni, cade il secondo giorno di luna piena dopo l’Equinozio di Primavera.
La Pasqua cristiana che cade la prima domenica dopo la prima luna piena contemporanea o successiva all’Equinozio di Primavera.
La festa neopagana dell’Equinozio di Primavera, celebrata da molti gruppi neopagani europei e Wicca, che viene chiamata anche Ostara, Alban Eiler (o Alban Eilir) e Dísablót.

L’Equinozio di Primavera segna il primo giorno dell’anno per una varietà di calendari, inclusi il calendario Iraniano, il calendario Bahá’í. Il festival Persiano (Iraniano) del Naw-Ruz viene celebrato all’Equinozio di Primavera. Nell’antica mitologia persiana, Jamshid, il re mitico della Persia, ascese al trono in questo giorno e ogni anno quest’evento viene commemorato con feste per due settimane. Queste feste rievocano la storia della creazione e l’antica cosmologia del popolo Iraniano e Persiano. È un giorno di festa anche per l’Azarbaijan, l’Afganistan, l’India, la Turchia, Zanzibar, l’Albania e diversi paesi dell’Asia Centrale, è festa anche per i Kurdi. È inoltre una festività Zoroastrina, è anche un giorno sacro per i seguaci della Fede Bahá’í e per i musulmani Ismaili Nizari comunemente chiamati come gli Aga Khanis.

In molti paesi arabi la festa della mamma è celebrata all’Equinozio di Primavera.
In Giappone il giorno dell’Equinozio di Primavera (春分の日 Shunbun no hi) è una festa nazionale ufficiale che si trascorre visitando le tombe di famiglia e celebrando le riunioni di famiglia.
Il primo giorno dell’anno per i Tamil e i Bengali segue lo zodiaco Hindu e sono celebrati rispetto al Equinozio di Primavera siderale (14 aprile). Quello Tamil viene festeggiato nello stato dell’India del Sud del Tamil Nadu, l’altro viene festeggiato in Bangladesh e nello stato dell’India dell’est del Bengala Ovest.

Il giorno del Pianeta Terra venne celebrato inizialmente il 21 marzo 1970, giorno dell’equinozio. Attualmente è celebrato in diversi Stati il 22 aprile.
In molti paesi arabi il Giorno della Madre viene celebrato nell’equinozio di marzo.
In Tamil e nel Bengala all’Equinozio di Primavera, che segue lo zodiaco siderale, il 14 aprile, si celebra l’Anno Nuovo. Anche nello stato indiano di Orissa l’anno nuovo, ‘Vishuva Sankranti’, che significa “uguale” in sanscrito, si celebra all’Equinozio di Primavera secondo lo zodiaco siderale.
Nell’Andhra Pradesh, Karnataka e Maharastra l’Anno Nuovo si celebra la prima mattina dopo la prima luna nuova dopo l’Equinozio di Primavera.

Le feste collegate all’Equinozio di Primavera celebrano tutte il risveglio della Natura, il ritorno della luce, del calore e dell’umidità, nel giorno in cui la notte e il giorno sono in equilibrio, ma la luce prevale sull’oscurità e il caldo e l’umidità tornano a scaldare la Terra. In questo periodo si celebra la Conoscenza del Mistero della Danza della Vita, la resurrezione, il risveglio, dei sensi e della scintilla che da la vita. Le piante fioriscono, gli alberi si riempiono di germogli, le prime foglie e i primi fiori sbocciano di nuovo al mondo, gli animali si svegliano definitivamente dal letargo e si risvegliano i loro sensi, si piantano i semi che daranno i frutti del primo raccolto.

Alcuni Neopagani europei e molti gruppi Wicca chiamano l’Equinozio di PrimaveraOstara”. Ostara deriva dal nome di una Dea Germanica associata con la Primavera, Eostre per i Sassoni, secondo quanto riportato da Beda il Venerabile.
Nell’Antica Roma al tempo dell’Equinozio di Primavera si celebrava la festa della Dea Cibele e di Attis il suo sposo nato da una vergine. Attis muore qualche giorno prima e risorge all’Equinozio di Primavera. La festa di Cibele è molto antica ed è stata introdotta e celebrata a Roma nel 204 prima della nascita di Cristo.

A Roma si narrava una storia più antica di quella di Cristo ma molto simile alla sua, la storia del Dio Mitra nato al Solstizio d’Inverno e risorto all’Equinozio di Primavera. Anche Mitra, come Gesù, era noto per aiutare i suoi fedeli ad ascendere al regno di luce dopo la morte.
I popoli Germani celebravano la festa di Ostara o di Eostre la luna piena seguente l’Equinozio di Primavera. La leggenda racconta che Eostre trovò a terra in tardo inverno, un uccello ferito. Per salvargli la vita lo trasformò in una lepre, ma la trasformazione non riuscì alla perfezione perché l’uccello aveva le sembianze di una lepre ma continuava a deporre le uova che la lepre decorava e lasciava in dono per la dea Eostre. Da questa leggenda nasce la storia del coniglio pasquale e delle uova decorate.

L’origine dell’Uovo di Pasqua è collegata al Mito Pelasgico della Creazione, dove la Dea di Tutte le Cose Eurinome danzando sulle onde del mare crea e si accoppia con il Grande Serpente Ofione e depone l’Uovo Universale dal qual nascono tutte le cose.

 

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