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Appuntamento con le stelle, il cielo di marzo 2017

Appuntamento con le stelle, il cielo di marzo 2017

Appuntamento con le stelle, il cielo di marzo 2017. Eccoci di nuovo all’appuntamento con i nostri lettori che amano osservare il cielo notturno per riconoscere le stelle e i pianeti e cercare di vedere se ci sono delle stelle cadenti che possono esaudire i loro desideri. Per osservare i corpi celesti assicuratevi che il cielo notturno sia sereno perché altrimenti vedrete soltanto un tappeto di nuvole cariche di umidità o nubi sparse che vi impedirebbero di individuare le stelle, le costellazioni, i pianeti, le comete e le eventuali meteore. A tutti gli interessati all’osservazione di cielo e stelle, consiglio di visitare il sito web dell’Unione Astrofili Italiani: http://www.uai.it/

Il Sole si trova nella costellazione dell’Acquario fino al 12 marzo 2017, quando passa nella costellazione dei Pesci.

Il 1 marzo il sole sorge alle 06:47 e tramonta alle 18:02; il 15 marzo il sole sorge alle 06.24 e tramonta alle 18.19; il 31 marzo il sole sorge alle 06.56 e tramonta alle 19.37 (ora legale).

La durata del giorno aumenta di 1 ora e 26 minuti dall’inizio del mese.

Gli orari indicati sono validi per una località alla latitudine media italiana.

Fino al 25 marzo gli orari sono espressi in TMEC (Tempo Medio dell’Europa Centrale).

Da domenica 26 marzo 2017 gli orari sono espressi in Ora Estiva (o “Ora Legale”), pari ad un’ora in più rispetto all’Ora Solare o TMEC (Tempo Medio dell’Europa Centrale), ovvero due ore in più rispetto al Tempo Universale (TU).

L’Equinozio di Primavera cade il 20 marzo 2017 alle ore 10:29 (TU).

La Luna il 5 marzo 2017, alle ore 12:32, è al Primo Quarto; il 12 marzo 2017, alle ore 15:54, è Luna Piena; il 20 marzo 2017, alle ore 16:58, è all’Ultimo Quarto; il 28 marzo 2017, alle ore 04:57, è Luna Nuova.

Gli orari e le date sono riferiti al tempo segnato dai nostri orologi per uso civile:

T.M.E.C. (Tempo Medio Europa Centrale = TU + 1h) da domenica 1 gennaio 2017 a sabato 25 marzo 2017 e da domenica 29 ottobre a domenica 31 dicembre 2017

O.E. (Ora Estiva = TU + 2h) da domenica 26 marzo 2017 a sabato 28 ottobre 2017.

I Pianeti del cielo di marzo 2017

Mercurio: per il pianeta si prospetta un mese a due facce. Nella prima metà di marzo sarà inosservabile, considerato che il giorno 7 si verifica la congiunzione con il Sole. Ma nell’arco di pochi giorni la situazione muta decisamente: Mercurio, che aveva lasciato il cielo del mattino, ricompare alla sera e risale repentinamente nel cielo occidentale, dove si appresta a trascorrere il periodo di migliore osservabilità serale per il 2017. A fine mese Mercurio tramonta circa 1 ora e 40 minuti dopo il Sole.

Venere: in questo mese di marzo giunge a termine il lungo periodo di osservabilità serale del luminosissimo pianeta. Nei primi giorni del mese tramonta ancora oltre 2 ore e mezza dopo il Sole. La situazione muta drasticamente in pochi giorni: Venere “precipita” letteralmente sull’orizzonte occidentale. Il 19 marzo lo si può osservare praticamente alla stessa altezza sull’orizzonte di Mercurio. In seguito Venere si avvicina ulteriormente al Sole, fino alla congiunzione, che si verifica il 25 marzo. Altrettanto rapidamente il pianeta di eleva sull’orizzonte orientale e a fine mese è già possibile scorgerlo molto basso ad Est poco prima del sorgere del Sole. Venere rimane per tutto il mese nella costellazione dei Pesci.

Marte: nel corso del mese le condizioni di osservabilità di Marte rimangono quasi costanti. Si può notare una diminuzione dell’altezza sull’orizzonte, all’inizio di marzo al calare dell’oscurità il pianeta si trova a circa 30° sull’orizzonte occidentale, mentre a fine mese lo troviamo a circa 20°. E’ quindi possibile osservalo solo all’inizio della sera, basso sull’orizzonte occidentale. Il pianeta rosso lascia la costellazione dei Pesci l’8 marzo, quando fa il suo ingresso nell’Ariete.

Giove: mentre Venere scompare momentaneamente dalla volta celeste, Giove si accinge a diventare il protagonista assoluto delle osservazioni planetarie per i prossimi mesi. In vista dell’opposizione, attesa per il mese di aprile, il pianeta gigante anticipa sempre più il suo sorgere fino a diventare osservabile per quasi tutta la notte. Nel corso delle prime ore della notte lo vediamo sorgere quasi esattamente ad Est. Il pianeta si alza in cielo e dopo la mezzanotte culmina a Sud. Giove si muove con moto retrogrado nella costellazione della Vergine, dove lo vediamo allontanarsi lentamente dalla stella Spica.

Saturno: lo si può osservare a Sud-Est nelle ultime ore della notte, continua ad anticipare il suo sorgere e lo possiamo osservare sempre più alto in cielo al mattino presto. A fine mese culmina a Sud appena prima del sorgere del Sole. Saturno è entrato da poco nella costellazione del Sagittario, dove possiamo individuarlo vicino al confine con l’Ofiuco.

Urano: il pianeta si trova basso sull’orizzonte occidentale, dove lo si può cercare tra Marte e Venere. Negli ultimi giorni del mese si trova nei pressi di Mercurio, con cui è in congiunzione il 27 marzo, data la bassa luminosità sarà sempre più difficile da individuare, troppo basso in cielo e ormai sovrastato dalla luce del crepuscolo serale. La luminosità di Urano è comunque sempre al limite della visibilità occhio nudo e per poterlo individuare è necessario l’uso di un telescopio. Alla fine del mese, con l’approssimarsi della congiunzione con il Sole, Urano diventa praticamente inosservabile. Il pianeta si trova ancora nella costellazione dai Pesci.

Nettuno: il pianeta si trova in congiunzione con il Sole il 2 marzo. Nettuno è pertanto inosservabile per tutto il mese. A fine mese sorge ad Est, quasi in contemporanea con Venere, ma data la sua bassa luminosità, è di fatto impossibile individuarlo tra le luci dell’alba. Il pianeta si trova ancora nella costellazione dell’Acquario, dove è destinato a rimanere molto a lungo, fino all’anno 2022.

Plutone: Plutone è osservabile a Sud-Est poco prima dell’alba. Pur rimanendo sempre piuttosto basso sull’orizzonte, le condizioni di osservabilità di Plutone migliorano gradualmente, rendendo possibile la sua individuazione a Sud-Sud-Est poco prima del sorgere del Sole. Plutone si trova ancora nella parte alta della costellazione del Sagittario, costellazione che lo ospiterà nei prossimi anni, fino al 2023. A causa della sua luminosità estremamente bassa è indispensabile utilizzare un telescopio di adeguata potenza per riuscire ad osservarlo. La IAU (International Astronomical Union), ha istituito (giugno 2008) la classe dei Plutoidi. Abbiamo comunque ritenuto opportuno mantenere nella nostra rubrica Plutone, capostipite di questa nuova categoria di membri del sistema solare.

Per chi si interessa di Astrologia: lOfiuco non ha nulla a che spartire con l’Astrologia che divide lo Zodiaco in 12 Costellazioni ciascuna corrispondente ad una Stagione terrestre. Proprio per la sua scarsa visibilità e per la sua prossimità allo Scorpione, l’Ofiuco non venne e non viene preso in considerazione da molti Astrologi.

Le congiunzioni del cielo di marzo 2017

Luna-Marte: il mese di marzo inizia con una suggestiva concentrazione di astri nella costellazione dei Pesci. La sera del 1° marzo la sottile falce di Luna crescente accompagna al tramonto ben tre pianeti: il luminosissimo Venere, Urano, non visibile ad occhio nudo, è necessario un telescopio, e, più in alto, in congiunzione con la Luna, il pianeta rosso, Marte.

Luna-Pleiadi: il 4 marzo la Luna, prossima al Primo Quarto, attraversa parte della costellazione del Toro, avvicinandosi alla stella Aldebaran. A destra della Luna si riconoscono le Pleiadi, l’ammasso stellare M 45.

Luna-Giove: la notte del 14 marzo il luminoso disco della Luna è quasi allineato con il pianeta Giove e con la stella Spica nella costellazione della Vergine.

Luna-Saturno: prima dell’alba del 20 marzo la Luna all’Ultimo Quarto, nella costellazione dell’Ofiuco, si avvicina a Saturno, già entrato da alcune settimane nella costellazione del Sagittario.

Luna-Marte: la sera del 30 marzo si ripete, per la seconda volta nello stesso mese, l’incontro tra il falcetto di Luna crescente e il pianeta Marte. In questa occasione i due astri si trovano però nella costellazione dell’Ariete. Venere è ormai tramontato, ma si può scorgere, basso sull’orizzonte, il pianeta Mercurio, che possiamo individuare nella costellazione dei Pesci.

Luna-Pleiadi: il mese di marzo si chiude, la sera del 31, con un triangolo tra la falce di Luna crescente, le Pleiadi e la stella Aldebaran, nella costellazione del Toro.

Le costellazioni del cielo di marzo 2017

Il cielo è ancora dominato dalle grandi costellazioni invernali: rispetto al mese di febbraio le troveremo però più spostate verso sud-ovest, mentre nelle prime ore della notte nel cielo orientale fanno la loro apparizione le grandi costellazioni zodiacali del Leone e della Vergine. Percorrendo lo zodiaco troviamo anche la costellazione del Cancro a separare i Gemelli dal Leone. Sempre inconfondibile Orione, con le tre stelle allineate della cintura (da sinistra: Alnitak, Alnilam e Mintaka) ed i luminosi astri Betelgeuse (rossa) e Rigel (azzurra).

Nella stessa zona di cielo troviamo le costellazioni del Toro con la stella rossa Aldebaran, la costellazione dell’Auriga con la brillante stella Capella, i Gemelli con le stelle principali Castore e Polluce. A sinistra in basso rispetto ad Orione, nella costellazione del Cane Maggiore, risplende Sirio, la stella più luminosa del cielo. Più alto sull’orizzonte rispetto a Sirio, poco al di sotto dei Gemelli, si può facilmente riconoscere un’altra stella luminosa, Procione, del Cane Minore.

Il cielo meridionale, al di sotto della fascia zodiacale, è invece povero di stelle brillanti, con l’aiuto di una mappa si possono riconoscere le costellazioni dell’Unicorno, dell’Idra e, vicino alla Vergine, il Cratere. L’Orsa Maggiore sarà il nostro riferimento per il cielo settentrionale; tracciando una linea, prolungamento verso sinistra del segmento che unisce le stelle Merak e Dubhe, troveremo la Stella Polare. A Nord-Ovest troviamo Cassiopea con la sua caratteristica forma a “W”; tra Cassiopea e il Toro troviamo la costellazione del Perseo. A Nord-Est, sotto l’Orsa Maggiore ed a sinistra della Vergine, vedremo invece sorgere la costellazione del Bootes, caratterizzata dalla particolare forma ad aquilone.

Le meteore del cielo di marzo 2017

Marzo è un mese poco favorevole per osservare le meteore. Durante la notte sono attivi pochi sciami e quindi generalmente si riesce a vedere solamente poco più di una decina di stelle cadenti in un’ora di sorveglianza. Per di più in questo periodo le meteore sono alquanto deboli in luminosità, essendo generate da particelle molto piccole, così, se non si osserva in buone condizioni di trasparenza del cielo e lontano dalle luci cittadine, si rimane sicuramente delusi.

L’apporto degli sciami minori è molto basso, a volte al limite della riconoscibilità. La maggior parte delle meteore è originata dalle regioni prossime all’eclittica, tra le costellazioni della Vergine e del Leone, da un confuso raggruppamento di radianti (Virginidi), che in momenti differenti mostra dei massimi di attività poco definiti. Si tratta di corpuscoli con orbite molto simili, che probabilmente in passato formavano un’unica corrente meteorica, ora perturbata e separata in numerose componenti.

Marzo è anche un mese in cui spesso si osservano, specie dalle regioni eclitticali, spettacolari bolidi, dato che non di rado la Terra incontra occasionalmente frammenti di origine asteroidale.

All’inizio del mese potremo vedere irradiarsi dalla zona tra le stelle Spica e Regolo alcune meteore della vecchia e diffusa corrente delle pi Virginidi (max 6 marzo), chiamate semplicemente da molti Virginidi di marzo. Formata da minute particelle, è stata studiata soprattutto nel dominio radio e più recentemente in quello video.

Dopo la metà del mese (specie tra il 18 e il 21 marzo) vedremo aumentare il numero delle meteore dalle zone poco sopra Spica, dai radianti delle eta e theta Virginidi, nonchè dalla zona sotto la coda del Leone (radiante delle beta Leonidi). La loro osservazione quest’anno sarà favorevole data l’assenza del disturbo lunare.

Queste correnti, tuttora poco conosciute, abbondano di particelle assai minute e pertanto producono generalmente meteore poco luminose. In questi casi può diventare di utile apporto l’osservazione visuale, disegnando accuratamente le singole tracce luminose su mappe stellari, così da permettere una successiva analisi delle convergenze.

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