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Felice Festa di Luce

Felice Festa di Luce

Felice Festa di Luce! Imbolc per molti wiccan e neopagani nel mondo.

La Festa di Luce è la prima delle tre Feste di Primavera, è la Festa della Prima Luce del Risveglio della Vita Attiva, si celebra tra la fine di gennaio e il mese di febbraio.

Questo è il Tempo

di aprire il Cuore

e di ricevere la Luce

di Conoscenza ed Ispirazione

La Festa di Luce segna il risveglio della Terra alla luce, all’esterno, le prime luci della Primavera a venire, le prime mosse della Primavera nel grembo della Terra.

Molte religioni e vie spirituali in questo periodo dell’anno, nel nostro emisfero, celebrano delle feste alle quali hanno dato nomi diversi: Festa delle Luci, Giunone Februata, Lupercalia, Imbolc, Candelora…

La Dea della Festa di Luce è la Dea dei Poeti, dei guaritori, degli artigiani. E’ una Dea di fuoco, di purificazione, di guarigione, di rinnovamento, di ringiovanimento. E’ Brigit ed è Giunone Februata ed è anche Maria dei cristiani… Le sacerdotesse della Dea della Festa di Luce custodiscono il Fuoco Sacro, simbolo della luce purificata dell’ispirazione, sono le Vestali nell’antica Roma e le sacerdotesse di Brigit in Irlanda…

Questo è il tempo di bere alla Fonte della Giovinezza.

Per gli iniziati è la fase di superamento della nigredo.

Nell’Antica Roma la festa di Giunone Februata si concludeva con una fiaccolata in processione.

Lupercalia era celebrata 15 giorni prima delle calende di marzo. Nel 494 era corrente, Lupercalia fu proclamata dal Papa del tempo Festa della Purificazione della Vergine Maria.

Candelora è una festa cristiana che celebra la luce di Cristo che fa uscire il mondo dalle tenebre. L’antica festa di Candelora comprendeva una processione per le strade del paese a ceri spenti fino alla chiesa dove le candele venivano accese da un cero posto all’ingresso e si tenevano accese durante la messa e fino al rientro a casa.

In Irlanda si fanno le croci di Brigit con paglia e fieno. Brigit è conosciuta in epoca cristiana come “Maria dei Gaeli”.

Imbolc, o Imbolg, festa della Dea Brigid, in epoca cristiana Santa Brigida (in gaelico scozzese Là Fhèill Brìghde, in gaelico irlandese Lá Fhéile Bríde) è una festa celtica, celebrata fino all’epoca cristiana in Irlanda, che segna il ritorno dei primi tepori primaverili. Si celebra l’1 o il 2 febbraio o anche l’11 o il 12 febbraio secondo l’antico calendario. E’ una festa che cade all’incirca a metà tra il Solstizio d’Inverno e l’Equinozio di Primavera.

Ad Imbolc si fanno tradizionalmente dei pronostici metereologici ed esisteva un’antica tradizione di osservare se i serpenti o i tassi uscivano dalle loro tane invernali. Negli Stati Uniti d’America esiste una festa chiamata Groundhog Day (Giorno della Marmotta), celebrata il 2 febbraio, in cui si osserva il comportamento della marmotta: se l’animale, in una giornata nuvolosa, esce dalla sua tana invernale e la lascia senza rientrarci si dice che l’nverno finirà molto presto; se invece la marmotta esce dalla tana in una giornata di sole e vede la sua ombra, si spaventa e rientra subito nella tana invernale, allora l’inverno durerà ancora per sei settimane. Molto probabilemente la festa del Groundhog Day (Giorno della Marmotta) deriva proprio dall’antica usanza della festa di Imbolc di osservare il comportamento di serpenti e tassi per predire il tempo che farà.

E’ a Imbolc che la Cailleach, la vecchia della tradizione Gaelica, raccoglie la legna per accendere il fuoco per il resto dell’inverno. Si dice che se la Cailleach vuole far durare ancora a lungo l’inverno, farà in modo che il giorno di Imbolc sia una bella giornata di sole, e così potrà raccogliere tutta la legna che le serve. E’ meglio perciò che ad Imbolc ci sia brutto tempo, perché significa che l’inverno finirà presto.

Anche in Italia durante la giornata in cui si festeggia la Candelora, che corrisponde alle feste dell’inizio di febbraio, ci sono proverbi legati alle previsioni del tempo, e ogni regione ha il suo.

A Venezia si dice:

Quando vien la Candelora

da l’inverno sémo fóra,

ma se piove o tira vénto,

ne l’inverno semo drénto.

In lombardia si dice:

Madona de la sceriôla

de l’inverno sém fôra.

Se’l piôf o tira vent,

n’del’inverno sem dént.

Traduzione

Madonna della Candelora

dall’inverno siamo fuori

Se piove o tira vento

nell’inverno siamo dentro

A Trieste si dice:

Se a Candelora xe sol e bora

de l’inverno semo fora,

se piovi o tira vento

de l’inverno semo dentro.

In Toscana si dice:

Se nevica o gragnola

dell’inverno siamo fora.

Se c’è sole o solicello

siamo ancora a mezzo inverno.

Se c’è sole o sole tutto

dell’inverno resta il brutto.

In Calabria si dice:

Da Candalora, cu on avi carni

s’impigna a figghjiola.

In Sicilia si dice:

Pa Cannilora a jaddina fà l’ova

Pa cannilora du ‘nvirn sim fora

Pa Cannilora u brascirr fora.

In Molise si dice:

A Cannelora, a vernate jè sciute fore!

Responne Sante Biase: “A vernate ‘ncore trasce”;

Responne a vecchierelle: “Quanne scekoppe a Vecachelle”;

Responne u viecchie Semmejone: “Se vuo’sta cchiu’ secure, quanne calene i meteture”.

Traduzione:

Alla Candelora l’inverno è uscito fuori (passato)!

Risponde San Biagio (3 febbraio): “L’inverno non è ancora arrivato”;

Risponde la vecchietta: “Quando sono sbocciate le gemme”;

Risponde il vecchio Simeone: “Per essere più sicuri, quando arrivano i mietitori.

A Napoli si dice:

A Cannelora

Vierno è fora!

Risponne San Biase:

Vierno mo’ trase!

dice a vecchia dint’ a tana:

nce vo’ ‘nata quarantana!

cant’ o monaco dint’ o refettorio:

tann’ è estate quann’ è Sant’Antonio!

Nel Tarantino si dice:

A Cannlor u’nvirn è for,

ma c’proprij n vuè cuntà,

notr e tant c’ n’ stà!

Nella Lunigiana si dice:

Se la piova per la Candelora

de l’inverno semo fora,

ma se la piova e tira vento

de l’inverno semo dentro.

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