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Sakine Cansız, Tutta la mia vita è stata una lotta

Sakine Cansız, Tutta la mia vita è stata una lotta

Tutta la mia vita è stata una lotta” è un documentario che racconta la storia di una donna curda, leggendaria ribelle, intransigente e rivoluzionaria: Sakine Cansız, detta Sara.

Il documentario “Tutta la mia vita è stata una lotta” verrà presentato venerdì 12 febbraio 2016 , alle ore 19:00, al Nuovo Cinema Palazzo, via dei Sanniti 9, nel quartiere di San Lorenzo a Roma.

Sakine Cansız, la ribelle dai capelli rossi, ha lasciato la sua vita nelle pagine della storia raccontandola nel suo libro in tre volumi “Tutta la mia vita è stata una lotta”.

Sakine Cansız era una rivoluzionaria che credeva nel fatto che la storia fosse una cosa viva.

Il documentario in sua memoria vuole trasmettere la sua vita alle nuove generazioni.

Nel documentario “Tutta la mia vita è stata una lotta”, Sakine viene raccontata da lei stessa, da alcuni suoi parenti e soprattutto dalle sue compagne e dai suoi compagni. Si verranno a conoscere molte cose su che tipo di vita ha vissuto questa bella donna che è stata assassinata nel cuore di Parigi con le sue due compagne.

Il documentario è diretto da Dersim Zeravan, una regista curda nata a Qamışlo, Kurdistan Rojava, Siria. Zerevan ha lavorato con il regista curdo Halil Dag nei primi anni del 2000. Ha partecipato a molti progetti di film come cameraman, assistente di regia e attrice. I suoi lavori comprendono — Beritan — Eyna Bêjne (Specchiera) — Dema Jin Hezbike (Quando una donna ama) — Nepaniya Rûye Me (Il segreto delle nostre facce) — Fermeskên Ava Zê (Lacrime cancellate) — Una canzone per Zagros — Tirej Sara è il primo lavoro di Zerevan come regista. Attualmente sta lavorando a un progetto di film nel Rojava, Siria.

Sakine Cansız (pronuncia in turco: [saːciˈne dʒanˈsɯz]; in lingua curda: Sakîne Cansiz‎, IPA: [sækiːnɛ dʒænsɪs]; 1958 – 9 gennaio 2013) è una dei cofondatori del Partito dei Lavoratori del Kurdistan, il PKK; è stata un’attivista curda arrestata e torturata dalla polizia turca.

Vicina ad Abdullah Öcalan e membro fondatrice del PKK, Sakine Cansız fu uccisa a Parigi, Francia, il 9 gennaio 2013, assieme ad altre due donne attiviste curde, Fidan Doğan and Leyla Söylemez.

Sakine Cansız è nata nel 1958 circa a Tunceli, una città della Turchia orientale, da una famiglia Alevita. Da giovane, all’inizio degli anni 1970, inizia la sua militanza rivoluzionaria ma non è sostenuta dalla sua famiglia. Si trasferisce ad Ankara dove incontra per la prima volta Abdullah Öcalan ed inizia con lui una stretta collaborazione. Parlando di questo periodo Sakine Cansız ha detto: “In un certo senso ho abbandonato la mia famiglia. Non accettavo la pressione e l’insistenza a causa del mio essere rivoluzionaria. Per questo me ne sono andata via da casa per Ankara, di nascosto, ovviamente.”

Sakine Cansız fu arrestata nel 1979 dopo essersi diplomata, ma secondo quanto riportato da The Guardian, fu arrestata nel 1980 subito dopo il colpo di stato in Turchia, e fu detenuta e torturata nella prigione di Diyarbakır. Nonostante la detenzione ha continuato a guidare il movimento curdo ed è divenuta una leggenda per i sostenitori e i membri del PKK.

Il suo nome di battaglia nel PKK è stato “Sara”. Durante l’assemblea fondante del PKK, a Lice, nella Turchia meridionale, tenutasi alla fine di settembre po di novembre del 1978, era la rappresentante di Elâzığ, il centro amministrativo della provincia di Elâzığ. Cansız e Kesire Yıldırım, la prima moglie di Öcalan, furono le sole donne a partecipare a quell’assemblea.

Uscita di prigione nel 1991 la Cansız si è stabilita nei campi del PKK in Libano, nella Valle della Bekaa, e poi nell’Iraq settentrionale, dove fu combattente al comando di Osman Ocalan, dove, oltre a combattere, ha organizzato e guidato delle unità femminili del PKK.

A metà degli anni 1990 è andata in Europa come responsabile del ramo europeo del PKK, prima in Germania e poi in Francia.

Sakine Cansız è stata un’illustre ed importante attivista curda, capace di dire sempre e senza timore ciò che pensava, specie per tutto ciò che riguarda la questione femminile, fu trovata morta il 10 gennaio 2013 assieme a due altre militanti curde nel Centro d’Informazione del Kurdistan a Parigi.

Le donne politiche curde Sakine Cansız, Fidan Doğan e Leyla Şaylemez sono state assassinate a Parigi il 9 gennaio 2013.

Il corpo di Sakine Cansız e quello delle altre due attiviste curde è stato trasferito da Parigi a Istambul il 16 gennaio 2013 e in seguito trasferito a Diyarbakır. Al funerale a Diyarbakır, il 17 gennaio 2013, erano presenti migliaia di persone. Le tre attiviste curde assassinata sono state sepolte nelle loro rispettive città di origine: Cansız a Tunceli, Doğan a Kahramanmaraş e Söylemez a Mersin.

Lotta delle donne del Kurdistan:

http://gea-draconia.net/2015/02/06/il-confederalismo-democratico-del-rojava/

http://gea-draconia.net/2016/01/12/censura-per-arzu-demir-e-il-libro-sul-rojava/

La Turchia e la lotta a Daesh: http://gea-draconia.net/2015/11/19/la-turchia-e-la-lotta-a-daesh/

Le Parole Sono Importanti: http://gea-draconia.net/2015/11/16/le-parole-sono-importanti/

Pagina Facebook dell’evento: https://www.facebook.com/events/212780862401895/

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