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Felice Solstizio d’Inverno 2015

Felice Solstizio d’Inverno 2015

Felice Solstizio d’Inverno 2015, Festa di Rinnovamento e Rinascita del Ciclo della Vita!

Nel periodo del Solstizio d’Inverno, la maggior parte dei popoli del mondo, si riuniscono per celebrare la ri/nascita della vita e del Sole.

Sin dal Neolitico gli esseri umani hanno considerato il solstizio un momento di particolare importanza nel ciclo dell’anno. Anticamente i solstizi, come gli equinozi e le altre quattro feste stagionali, segnavano il ciclo della vita degli umani sulla Terra, regolavano i raccolti e l’allevamento del bestiame e hanno generato molte tradizioni e molti racconti mitologici legati al sole, alla luna e alle stagioni. Esistono inoltre molti siti archeologici del Neolitico legati ai Solstizi, come Poggio Rota in Italia, Stonenge in Gran Bretagna e Newgrange in Irlanda.

Il Solstizio d’Inverno era ed è associato alla ri/nascita del Sole e di tutte le divinità connesse al Sole, perché proprio dal giorno seguente le giornate cominciano lentamente ad allungarsi ed il Sole comincia lentamente a “crescere”, a scaldare sempre un po’ di più la Terra, dapprima in modo impercettibile fino a culminare con il suo massimo vigore nei mesi estivi successivi al lento accorciarsi del giorno a favore dell’allungarsi della notte al Solstizio d’Estate.

Nella mitologia Greca le divinità si incontrano ai Solstizi ed in questo periodo ad Ade è concesso di entrare nell’Olimpo.

Nel periodo del Solstizio d’Inverno si celebravano, tra le tante feste, Saturnalia, Bruma, Yule, Alban Arthuan, Natale. E’ una festa connessa al parto, alla ri/nascita, all’incarnazione, all’ispirazione. Nella Rosa dei Venti corrisponde alla Tramontana.

Il Solstizio d’Inverno viene festeggiato dai cristiani non ortodossi come la festa della nascita del Cristo, il Natale, il 25 dicembre perché questa era la data fissata dal Calendario Giuliano nel 46 aC per il Solstizio d’Inverno che segnava la festa del Sol Invictus, il Sole Invitto dispensatore di vita che verrà identificato in seguito con Gesù Cristo.

Il Solstizio d’Inverno è per molti neopagani, la festa di ri/nascita del Sole e la festa di ri/nascita della Vita. La Dea che era “Morte in Vita” al Solstizio d’Estate è ora la Dea connessa alla “Vita in Morte”. Core è ora Persefone, Colei che Porta la Distruzione, la Bianca signora dell’Inverno, Regina della fredda Oscurità che cela in sé il calore del nuovo Sole.

Nell’Antico Egitto la ri/nascita del Sole e la ri/nascita della vita segnata dal Solstizio d’Inverno, viene descritta da un rituale nel quale Iside gira intorno al santuario di Osiride cantando i lamenti funebri per la morte del suo sposo. Questo rituale rappresenta il viaggio della Dea Iside alla ricerca del corpo del Dio Osiride. Osiride era stato ucciso dal fratello Set che era geloso di lui e voleva regnare al suo posto. Set aveva gettato le parti del corpo di Osiride ai quattro angoli della Terra, ma Iside ne aveva conservata una parte. Iside recupera le parti del corpo di Osiride con l’uso dei suoi poteri magici, lo riporta alla vita e concepisce suo figlio, Horus che verrà partorito al Solstizio d’Inverno.Horus è considerato lo stesso Osiride riportato alla vita. Esistono delle statue di Iside che allatta Horus e la Dea è rappresentata con un copricapo a forma di corna di mucca con il disco solare tra le corna.

Sir James George Frazer, nel suo lavoro “Il Ramo d’Oro” e Robert Graves, nei suoi lavori “La Dea Bianca” e “I Miti Greci”, hanno descritto una cerimonia rituale che veniva secondo loro praticata nell’Antica Roma e in altre culture antiche europee: la lotta rituale tra il Re Agrifoglio e il Re Quercia. Il Re Agrifoglio corrisponde alla parte oscura dell’anno, all’inverno e il Re Quercia invece alla parte di luce dell’anno, l’estate. Il Re Agrifoglio e il Re Quercia combattono ai solstizi e a turno uno prevale sull’altro garantendo così l’alternarsi delle stagioni invernale e estiva.

La cerimonia rituale della lotta ai solstizi del Re Quercia e del Re Agrifoglio è un’ottimo simbolo dell’alternarsi delle stagioni invernale ed estiva ed è stata ripresa, praticata e resa popolare da molti culti neopagani, alcuni dei quali che associano il Re Quercia e il Re Agrifoglio alla Divinità maschile, alla polarità maschile che si esprime come figlio e sposo della Dea.

Nell’antica Grecia nel periodo corrispondente all’incirca al Solstizio d’Inverno si celebrava la Festa di Lenaea, la Festa delle Donne Selvagge; nell’Antica Roma si celebravano Brumalia, Saturnalia e Juvenalia, in seguito si celebrava anche la festa del Sole Invitto; i neodruidi celebrano Alban Arthuan; gli Inca celebrano la festa di Inti Raymi; in Iran Shabe Yalda; gli ebrei celebrano il Festival delle Luci di Hanukkah; i neopagani celebrano la festa di Yule; nei paesi celtici si celebrava la festa di Lá an Dreoilín; in Cornovaglia si celebra Mummer’s Day; in Sardegna a gennaio c’è la processione dei Mamuthones. I Dogon del Mali festeggiano la festa del Solstizio d’Inverno e la chiamano Goru, questa è la festa dell’ultimo raccolto e celebra l’arrivo dell’umanità creata dal Dio Amma che a sua volta fu creato dal Dio Nommo, nell’Aduno Koro, o “Arca del Mondo”. Lohri è la festa del Solstizio d’Inverno celebrata in India, nel Punjab, è stata unita alla festa di Makar Sankranti che cade un giorno dopo Lohri ed è conosciuta come Maghi. Soyal, o Soyalangwul è il nome della cerimonia del Solstizio d’Inverno dei nativi del Nord America Zuni e Hopitu Shinumu, “I Pacifici”, conosciuti con il nome più semplice di Hopi. La Festa del Solstizio d’Inverno di Soyal, o Soyalangwul si tiene in 21 dicembre, il giorno più corto dell’anno. Ziemassvētki che significa festa d’inverno in antico Lettone, era una delle feste del Solstizio d’Inverno celebrata in Lettonia e nel Baltico, il 21 dicembre ed era una delle feste più importanti celebrate in quelle regioni assieme alla festa di Jāņi, la festa del Solstizio d’Estate. Karachun, Korochun o Kračún era una festa slava nella quale il Dio Nero e gli spiriti maligni erano molto potenti ed era celebrata la notte più lunga dell’anno, la notte del Solstizio d’Inverno, quando il Sole, Hor è più debole e il giorno è più corto. La notte del Solstizio d’Inverno Hors viene sconfitto dal Dio Nero. In onore di Hors gli slavi danzavano un girotondo, una danza circolare chiamata horo, ancora oggi le danze circolari tradizionali in Bulgaria sono chiamate horo, mentre in Russia e in Ucraina sono chiamate khorovod. Il 23 dicembre Hors risorge come il nuovo Sole con il nome di Koleda, e gli slavi dei territori occidentali accendevano dei falò nei cimiteri per tenere al caldo i loro cari defunti e organizzavano dei banchetti in onore dei morti per non far soffrire loro la fame. Sempre il 23 dicembre venivano accesi dei ciocchi di legno ai crocevia. Kaleda, Koleda, Коляда, Sviatki, Dazh Boh, sono altri nomi dati ad una festa del Solstizio d’Inverno celebrata dai popoli Slavi Orientali e Sarmati. La festa di Kaleda iniziava al Solstizio d’Inverno e durava dieci giorni. Ogni famiglia accendeva il fuoco nel camino e invitava i propri numi familiari ad unirsi alle feste. I bambini si travestivano e la sera andavano di casa in casa a cantare canzoni di buona fortuna e ricevevano in cambio dei regali. La Festa di Beiwe, Beaivi, Beiwe, Bievve, Beivve or Biejje, è una festa Sami (Finlandia e Norvegia) dedicata alla Dea del Sole che porta lo stesso nome della festa, alcune fonti ci descrivono anche un Dio del Sole dallo stesso nome. Il Midwinterblót, “Sacrificio di Mezz’Inverno”, era una festa del periodo del Solstizio d’Inverno, celebrata in Svezia e in altri paesi norreni politeisti, durante la quale si facevano dei sacrifici animali in onore degli Dei. Hogmanay è una festa scozzese della vigilia dell’anno nuovo connessa alle feste del Solstizio d’Inverno per celebrare la rinascita della vita, l’inizio della fine dell’inverno e il ritorno del sole. Le origini di Hogmanay sembra risalgano alla festa del Solstizio d’Inverno di Yule celebrata dagli invasori norreni, unita alle cdelebrazioni per l’anno nuovo di Samhain per i popoli celtici. Festa di Perchta è una festa che veniva celebrata in prossimità del Solstizio d’Inverno, nella zona delle Alpi e in Germania in onore della Dea Germanica Perchta, Percht, Berctha, in inglese Bertha, il suo nome significa “la splendente”. Viene associata con la Dea germanica Holda e le Dee norrene Frigg e Hela. Perchta e Holda erano entrambe guardiane e protettrici del bestiame, della casa e della vita domestica. Alcune fonti descrivono Perchta come Dea dal duplice aspetto: bellissima e splendente, bianca come la neve, ma anche come un’anziana curva e stanca. Con l’avvento del cristianesimo, in alcune regioni europee, Perchta diventa Santa Lucia.

Quest’anno il Solstizio d’Inverno, come ho scritto in un articolo precedente, cade il 22 dicembre alle ore 04:48 minuti TU (ore 05,48 TMEC).

Flavia Wolfrider

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