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Manifestazioni di solidarietà con le vittime di Ankara

Manifestazioni di solidarietà con le vittime di Ankara

L’attentato ad Ankara del 10 ottobre 2015 in occasione della manifestazione per la pace organizzata da KESK, DISK, TMMOB, TTB e diversi sindacati , associazioni, organizzazioni e HDP, a noi ricorda una pagina oscura che ha segnato la storia dell’Italia e che tutti dovrebbero ricordare. Ci ricorda quegli attentati terroristici che hanno segnato la strategia della tensione, attentati definiti “stragi di stato”. La Manifestazione per la Pace organizzata ad Ankara dai quattro maggiori sindacati è stata bersaglio di due attacchi terroristici, due bombe sono esplose fra la folla che convergeva nella piazza della manifestazione alle 10 di mattina, nei pressi della stazione ferroviaria di Ankara.

In tutta Italia si terranno delle manifestazioni di solidarietà con le vittime dell’attentato terroristico di Ankara del 10 ottobre 2015 organizzate da Rete Kurdistan e Comunità curda. Invitiamo tutte e tutti a partecipare.

La manifestazione di Roma si terrà LUNEDI’ 12 OTTOBRE, alle ORE 17:00, a PIAZZA DELLA REPUBBLICA.

Vi proponiamo il comunicato di Rete Kurdistan e Comunità curda, un comunicato del Partito del Lavoro (EMEP) di Turchia e un articolo di UIKI (Ufficio d’Informazione del Kurdistan in Italia).

Ankera_Attentato

Basta stragi! Al fianco del popolo curdo contro il terrorismo di stato, pace subito!

A poco meno di un mese dalla elezioni politiche in Turchia che si svolgeranno il 1° Novembre, ieri mattina un attentato ha colpito la manifestazione per la pace organizzata ad Ankara da KESK, DISK, TMMOB, TTB e diverse sindacati , associazioni, organizzazioni e HDP ha partecipato. Una delle due esplosioni si è verificata durante il passaggio dell’HDP (Partito democratico dei popoli) e l’altra durante il passaggio dei manifestanti di Partizan-Kaldıraç.

Secondo l’unità di crisi dell’HDP il bilancio aggiornato delle vittime delle bombe è di 128 morti e 516 feriti. Una strage terribile che è solo l’ultimo episodio di una strategia della violenza e della repressione che Erdogan sta portando avanti in Turchia: nel mese di Maggio durante la campagna elettorale sono stati lanciati 150 attacchi contro le sedi dell’HDP ; il 5 giugno a due giorni dalle elezioni due bombe sono esplose a Diyarbakir durante il comizio (5 morti oltre 400 feriti), l’attentato all’Amara Center di Suruc il 20 Luglio (33 morti), i bombardamenti contro il PKK ed il terrorismo di stato contro le città del Kurdistan turco da più di due mesi sottoposte a continui coprifuochi;attacchi, torture ed omicidi contro la popolazione (negli ultimi 78 giorni sono stati uccisi 113 civili). “Non sono le bombe, il vostro silenzio ci uccide” è la frase scritta su di un muro comparsa ad Ankara questa mattina.

Proprio per questo è urgente passare all’azione, è ora di agire! Scendiamo in piazza in tutta Italia a sostegno della pace, contro le stragi di stato ed il terrorismo di Erdogan.

Primi appuntamenti:

Domenica 11 Ottobre

BOLOGNA ore 15 – Piazza Maggiore

Lunedi 12 Ottobre

ROMA ore 17 Piazza delle Repubblica

Lunedi 12 Ottobre

PALERMO ore17:00 Piazza Pretoria

Martedì 13 Ottobre

TORINO ore 17:30 – Stazione Porta Nuova

Martedì 13 Ottobre

PISA ore 17:30 – Piazza del Comune

Martedì 13 Ottobre

MILANO ore 19 dal Piazza XXIV Maggio presidio verso Piazza Duomo

Martedì 13 Ottobre

FIRENZE ore 18.00 sotto la Prefettura – Piazza Duomo

Rete Kurdistan e Comunità curda

EMEP: Comunicato sulla strage alla manifestazione di Ankara

Oggi una Manifestazione per la Pace organizzata ad Ankara dai quattro maggiori sindacati è stata il bersaglio di due attacchi con bombe. Due bombe sono esplose fra le masse che convergevano nella piazza della manifestazione alle 10 di questa mattina, nei pressi della stazione ferroviaria di Ankara.

Secondo i dati diffusi dal governo il bilancio delle vittime è di 86 morti e 186 feriti.

Nove compagni del nostro Partito, tra cui un membro del Comitato Centrale sono morti, e trenta nostri compagni sono stati feriti.

Nelle elezioni dello scorso 7 giugno il partito al governo AKP ha perso parte dei suoi voti e non ha ottenuto abbastanza deputati per formare un governo di maggioranza. AKP ha rifiutato di entrare in una coalizione con gli altri partiti, ha impedito i tentativi di formare un governo ed ha fissato un’altra elezione, che si terrà il 1° di novembre.

Inoltre, ponendo fine ai negoziati quinquennali con le forze politiche curde, AKP ha iniziato a terrorizzare le regioni curde con le sue forze militari e di polizia.

A causa della politica del terrore dell’AKP più di 1000 soldati, poliziotti, guerriglieri e civili (tra cui donne, anziani e bambini) sono stati uccisi negli ultimi tre mesi.

Attraverso la sua campagna di terrore nelle regioni curde, AKP sta cercando di portare il blocco HDP (che ha preso il 13% dei voti e 80 deputati nelle ultime elezioni) sotto la soglia del 10% per tornare ad essere il partito di maggioranza di governo in Turchia.

Di recente, le forze che sono contro la politica del terrore di AKP e rivendicano una soluzione pacifica alla questione curda hanno cercato di far sentire la propria voce attraverso attività e manifestazioni.

La manifestazione di oggi è stata organizzata da DISK (Confederazione dei sindacati dei Lavoratori Rivoluzionari), KESK (Confederazione dei sindacati dei Lavoratori pubblici), TMMOB (Camera di Turchia degli architetti e dei sindacati degli ingegneri) e TTB (Camera dei medici di Turchia).

Oltre ai membri di questi quattro sindacati, la manifestazione è stata anche caratterizzata dalla partecipazione di HDP e dall’EMEP, così come da un certo numero di partiti, organizzazioni politiche e gruppi.

Condanniamo con forza l’attacco e ribadiamo il fatto che questi attacchi non ci possono fermare.

Partito del Lavoro (EMEP) di Turchia

KCK: L’AKP è responsabile per il massacro di Ankara

La KCK ha fatto appello alle forze democratiche, ai popoli della Turchia e al popolo curdo perché rafforzino la lotta democratica e la protesta con il massacro di Ankara e suoi responsabili.

La Co-Presidenza del Consiglio Esecutivo della KCK (Unione delle Comunità del Kurdistan) ha rilasciato una dichiarazione sulla doppia esplosione di oggi che ha causato almeno 86 morti e oltre cento feriti secondo quanto si è appreso fino ad ora.

La KCK ha sottolineato che rafforzare la lotta democratica è l’unico modo per eliminare la mentalità e le politiche che hanno causato questo massacro e conflitto nel paese e ha fatto appello alle forze democratiche , ai popoli della Turchia e al popolo curdo perché rafforzino la lotta democratica e la protesta con il massacro di Ankara e suoi responsabili.

Ricordando che il massacro di Ankara è la terza strage dall’inizio del processo elettorale, dopo quelli a Amed e Suruç, la KCK ha detto che il massacro di Ankara è stato il più grande perpetrato fino ad ora sulla scia di quelli recenti a Cizre, Farqin, Nusaybin, Şırnak e altri insediamenti curdi durante gli ultimi mesi.

Porgendo le proprie condoglianze alle famiglie e ai martiri, alle forze democratiche e ai popoli e auspicando una rapida guarigione dei feriti, la KCK ha detto che il governo dell’AKP è responsabile per questo massacro dato che la mentalità e le politiche dell’AKP’s all’interno e all’esterno del paese hanno portato la Turchia fino a questo punto.

Evidenziando che l’AKP non può scagionarsi per il massacro dando la colpa ad altre organizzazioni, la KCK ha detto che l’AKP è stato impegnato in una collaborazione con IS (Islamic State) e altri simili nella mentalità e nelle politiche che ha perseguito fino ad ora.

“Affermazioni secondo le quali questo massacro è stato perpetrato da IS (Islamic State) o qualche altra organizzazione simile significherebbe ignorare la mentalità, le politiche e le pratiche dell’AKP e distorcere la verità. Il fatto che questi massacri prendono di mira aree della società alle quali l’AKP punta come bersagli, rivela anche chi effettivamente c’è dietro. Usando i nomi di qualche organizzazione come una maschera, il governo dell’AKP vuole eliminare tutte le aree dell’opposizione una per una.”

Indicando il carattere antidemocratico dell’AKP e la sua mancanza di senso del rispetto per i risultati delle elezioni, la KCK ha sottolineato che l’AKP considera leciti ogni metodo e pratica per non lasciare il potere. “Questo massacro va visto come una cospirazione condotta dal governo dell’AKP per restare al potere e come simile al massacro perpetrato prima delle elezioni del 7 giugno dopo aver capito che stava perdendo le elezioni”, ha detto la KCK.

La KCK ha detto che è significativo che questo massacro abbia avuto luogo proprio nello stesso giorno in cui il movimento curdo ha dichiarato l’inazione per garantire la sicurezza delle elezioni per non permettere all’AKP di volgere il processo elettorale a proprio favore attraverso la repressione.

Secondo la KCK, questo massacro ha rivelato anche che il governo dell’AKP vuole tenere le elezioni in un contesto di conflitto e continuare il proprio governo su questa base. La dichiarazione recita: “L’AKP ha fatto ricorso a un simile massacro dopo aver previsto che perderà queste elezioni anche se si dovessero svolgere in condizioni normali. Considerando il nesso tra questi massacri e le elezioni, mostra anche lui stesso chi è il responsabile, che indubbiamente non è altro che Erdoğan e la sua squadra di contro-guerriglia, è la Gladio del Palazzo.”

La KCK ha detto che sono soprattutto il governo dell’AKP e la Gladio del Palazzo a essere diventati impazienti dopo che le recenti discussioni indicavano che il movimento curdo avrebbe dichiarato una posizione di inazione. Secondo la KCK, Yalçın Akdoğan, una parte della Gladio del Palazzo, ha rivelato la loro mentalità e intenzione dicendo che ‘questo non può ingannarci’. La KCK ha sottolineato che l’obiezione al mettere termine al conflitto per la sicurezza delle elezioni ha messo a nudo la vera faccia del governo dell’AKP.

La dichiarazione ha messo in evidenza che il governo dell’AKP, ora illegittimo, ha iniziato una guerra e ora vuole continuare per mantenere il dominio sul paese.

La KCK ha sottolineato inoltre che rafforzare la lotta democratica è l’unico modo per eliminare la mentalità e le politiche che hanno causato questo massacro e il conflitto nel paese.

La KCK ha fatto appello alle forze democratiche, ai popoli della Turchia e al popolo curdo perché rafforzino la lotta democratica e la protesta con il massacro di Ankara e suoi responsabili KCK, dicendo: “La Turchia non può risolvere alcun problema nel paese, né raggiungere la pace dentro e fuori dal paese mantenendo l’AKP al potere. Il paese può evitare simili massacri e conflitti e garantire una pace duratura solo liberandosi del governo dell’AKP e costituendo un governo democratico. Da questo punto di vista, tutte le forze democratiche devono unirsi e agire insieme per rafforzare la lotta per la democrazia. È tempo di chiedere conto ai responsabili di questi massacri, di liberarsi del governo dell’AKP e di creare una Turchia democratica.”

Fonte e foto: UIKI (Unione delle Comunità del Kurdistan)

Abbiamo solo usato l’acronimo IS (Islamic State) al posto di ISIS che troviamo non corretto sotto vari punti di vista.

ISIS_02  ISIS

[cambio la dicitura ISIS in ISIL (ISIL -Islamic State of Iraq and the Levant ) o IS (Islamic State) Il gruppo di criminali, drogati, terroristi islamici è conosciuto in arabo come ad-Dawlah al-Islāmiyah fīl-ʿIrāq wash-Shām, da cui l’acronimo Da’ish or DAESH (داعش, Arabic pronunciation: [ˈdaːʕiʃ])  e NON ISIS, che in inglese è il nome della Dea egizia ISIDE che nulla ha a che spartire con gli ormai famosi terroristi delinquenti e drogati.]

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