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Felice Equinozio d’Autunno, Festa dell’Iniziazione Meditativa Interiore

Felice Equinozio d’Autunno, Festa dell’Iniziazione Meditativa Interiore

Felice Equinozio d’Autunno è la Festa dell’Iniziazione Meditativa Interiore, a tutte e a tutti! Vi ripropongo parte di alcuni articoli di Gea Draconia. Buona lettura.

L’Equinozio d’Autunno è la Festa dell’Iniziazione Meditativa Interiore, è chiamata anche: Alban Elued, Alban Elfed, Meán Fómhair, Mabon, Festa del Secondo Raccolto, Harvest Home, Festa della Vendemmia, Wine Moon, Feast of the Ingathering, Festa di San Michele Arcangelo. Corrisponde all’età dell’essere umano della maturità e il vento corrispondente secondo la Rosa dei Venti è il Ponente.

Il periodo dell’Equinozio d’Autunno è il tempo del silenzio dell’iniziazione meditativa interiore del ciclo rinnovatore.

L’Equinozio di Primavera corrispondeva all’Iniziazione Attiva Esterna, mentre l’Equinozio d’Autunno corrisponde all’Iniziazione Meditativa Interiore. All’Equinozio d’Autunno l’equilibrio è da cercare nel riposo dopo l’attività. Gli Equinozi segnano il tempo del cambiamento climatico stagionale, un periodo di adattamento che nell’essere umano può generare stress psico-fisico, ed è necessario prendersi un periodo di riposo per abituarsi a seguire il ritmo della stagione che verrà e del tempo che cambia.

La Festa dell’Equinozio d’Autunno è una festa pagana di ringraziamento per i frutti della terra e di condivisione degli stessi per garantire al gruppo sociale la benedizione della Dea e del Dio durante i mesi invernali. Il nome Mabon si riferisce a Mabon ap Modron, un personaggio della mitologia gallese. Nel periodo dell’Equinozio d’Autunno alcune popolazioni celtiche usavano bruciare un grande fantoccio di vimini di forma antropomorfa per simboleggiare la fine di un ciclo agricolo e il prepararsi al riposo prima del nuovo ciclo.

L’Equinozio d’Autunno cade, secondo Robert Graves, tra il mese dell’Edera e quello dell’Uva, due piante che crescono a spirale. La spirale è simbolo universale di continuità e rinnovamento del ciclo della vita, di reincarnazione, dell’immortalità dell’anima. Anche il DNA ha la forma di spirale, di doppia spirale.

Gli uccelli simbolo dell’Equinozio d’Autunno sono il cigno, anch’esso simbolo dell’immortalità dell’anima e di reincarnazione, e l’oca selvatica.

L’Equinozio d’Autunno è associato ai Misteri Eleusini dell’Antica Grecia, si racconta che questi riti, rimasti avvolti dal velo del mistero, si basavano sul simbolismo del seme e del raccolto. La vita nasce dalla morte che è trasformazione. Si dice che all’iniziato ai Misteri Eleusini venisse mostrato un chicco di grano e gli venisse detto: “Il seme della saggezza si ottiene nel silenzio”.

All’Equinozio d’Autunno la Dea parte per il suo viaggio nel mondo ctonio e mostra alle creature che vivono in superficie il suo volto di Anziana.

Inanna, la Dea sumera della Mesopotamia che per gli Accadi è Ishtar, dea guerriera d’amore e di fertilità, è una delle prime Dee, la cui storia è arrivata fino a noi, a fare un viaggio nel mondo ctonio, nel mondo dove risiedono i defunti, per prenderne possesso. Inanna tornerà sulla terra, aiutata dal Dio Enki, e lascerà la guida del Regno Sotterraneo al suo amato consorte Dumuzi.

Nella Triade Divina formata da Core–Persefone–Ecate, Core simboleggia il grano verde, Persefone il grano maturo, ed Ecate il grano raccolto.

Core, la figlia di Demetra, fu rapita da Ade, che se ne era innamorato, e fu portata nel Regno dei Defunti, dove in seguito prenderà il nome di Persefone (Colei che Porta la Distruzione), o Persefatta (Colei che Conferma la Distruzione) ad Atene, e Proserpina (La Temibile) a Roma.

Demetra, addolorata per la scomparsa della figlia, la cercò per nove giorni e nove notti senza mangiare né bere ed invocando incessantemente il suo nome. Continuò a cercare finché non incontrò un testimone del rapimento che però non aveva visto il volto del rapitore.

Demetra ed Ecate si recarono da Elio, colui che vede ogni cosa, che rivelò loro l’identità del rapitore e che disse loro che Zeus ne era a conoscenza. Indignata, demetra si rifiutò di tornare sull’Olimpo e continuò a vagare sulla Terra impedendo alle piante e agli alberi di crescere e di produrre frutti e giurò che la Terra sarebbe rimasta sterile finché Core non fosse libera di tornare da lei.

Zeus allora mandò Mercurio da Ade per far restituire Core a Demetra e disse a demetra che avrebbe potuto riavere sua figlia a patto che Core non avesse ancora assaggiato il cibo dei morti.

Core aveva rifiutato di mangiare sin dal momento del rapimento e fu felice di salire sul carro che l’avrebbe riportata dalla madre ad Eleusi. Un giardiniere di Ade però giurò di aver visto Core mangiare 7 chicchi di melograna dell’orto di Ade. Quando Demetra ebbe saputo che Core aveva mangiato il cibo dei morti, giurò che la Terra sarebbe rimasta sterile e lei non sarebbe più tornata sull’Olimpo. Zeus allora chiese l’intercessione di Rea, sua madre, che era anche la madre di Ade e di Demetra, perché era la madre di tutte le Dee e di tutti gli Dei, che decretò che Core avrebbe trascorso ogni anno tre mesi in compagnia di Ade come regina del Tartaro, col titolo di Persefone, e gli altri nove mesi in compagnia di Demetra. Ecate si assunse il compito di sorvegliare Core e di far rispettare i patti.

Il ratto di Core è solo una parte del mito in cui la Triade Divina Ellenica (maschile) costringe alle nozze la Triplice Dea pre-Ellenica (femminile): Zeus ed Era; Poseidone e demetra; Ade e Core. Nella mitologia irlandese ci sono delle triadi maschili e femminili corrispondenti, una è: Brian e Eire; Iuchar e Fodhla e Iucharba e Bambha.

La Dea del Mondo Ctonio, la Dea della Morte è spesso dipinta e descritta con in mano una melagrana. Un tabù primitivo diceva che i cibi di colore rosso potevano essere offerti soltanto ai morti e si diceva che il melograno, come l’anemone scarlatto dagli otto petali, fosse sbocciato dal sangue di Adone o Tammuz.

Mabon, il nome della Festa dell’Equinozio d’Autunno da molti gruppi neopagani derivato dalla mitologia gallese, è il nome del figlio di Modron, e significa “giovane uomo”, o “figlio della dea Madre”. Mabon era un Dio della caccia, fu rapito alla madre all’età di tre anni e visse nell’Annwn (il mondo Ctonio della mitologia gallese), da dove fu liberato da Cullhuch quando ormai era adulto. Il tempo nell’Annwun scorre in modo diverso rispetto a quello sulla Terra, e Mabon era sì diventato adulto, ma una volta tornato sulla Terra aveva conservato il corpo di un ragazzo. Mabon è quindi uno degli aspetti del giovane saggio di molti racconti esoterici e mitologici.

Il mito etrusco di Tages è molto simile a quello di Mabon, e Tages e Mabon sono entrambi giovani saggi. Tarkun, l’eroe etrusco che fondò Tarquinia, tracciò un solco d’aratro nella Terra per segnare il perimetro della città, da questo solco venne alla luce Tages, un bambino con la sapienza di un uomo anziano. I sacerdoti etruschi, i Lucumoni, trascrissero le parole pronunciate da Tages, il Genio della Terra, in una raccolta che fu chiamata “Libri Tagetici” o “Acherontici”.

Fonti:

Explanatory supplement to the Astronomical Almanac. Mill Valley, CA, U.S.A., 1992

Oliver Montenbruck; Thomas Pfleger. Astronomy on the Personal Computer. Springer-Verlag

Janet and Stewart Farrar, A Witches’ Bible: The Comlete Witches’ Handbook

Sir James Frazer, The Golden Bough

Robert Graves, The White Goddess

Flavia Wolfrider, Antico Sentiero Europeo Scuola di Draco

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