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Alberi piantati in memoria dei martiri di Suruc a Kobane

Alberi piantati in memoria dei martiri di Suruc a Kobane

Alberi piantati in memoria dei martiri di Suruc a Kobane dopo l’attentato al Centro culturale Amara di Suruc, citta turca sud-orientale, nella provincia di Urfa, a soli 10 km dal confine con la Siria. A Suruc erano arrivati 300 esponenti della Federazione dei giovani socialisti da Istanbul per sostenere la ricostruzione di Kobane che avevano avanzato una richiesta ufficiale alla prefettura di Suruc per poter entrare a Kobane, ingresso che non è stato autorizzato. A seguito di tale diniego i giovani si erano radunati al Centro culturale Amara per una conferenza stampa. Durante la conferenza stampa si è verificato un’attentato suicida, 32 persone hanno perso la vita e altre sono rimaste ferite, alcune in modo grave.

Kobane ha piantato un giardino commemorativo come primo passo verso la realizzazione dei sogni dei giovani massacrati a Suruc, componenti dell’Unione Giovanile Democratica del Rojava (Rojava Democratic Youth Union) e della SGDF a Kobane hanno creato un giardino con il nome “Bosco dei Martiri di Suruc”.

Il co-presidente del Cantone di Kobane, Anwar Muslim, rappresentanti delle organizzazioni giovanili, componenti della SGDF MLCP, combattenti di Kobane e numerosi cittadini hanno partecipato all’impianto del giardino commemorativo. Prima di piantare gli alberelli sono stati fatti degli interventi.

Osman, parlando a nome dell’Unione Giovanile Democratica del Rojava (YCR), ha condannato l’attacco di Suruc e ha affermato che l’attacco si è verificato per via della resistenza delle YPG-YPJ nel Rojava, che ha fatto emergere la solidarietà internazionale.

Osman, sottolineando che aderiscono alla fratellanza che i giovani volevano creare, ha chiesto che i giovani adottino la rivoluzione del Rojava e ha rivendicato il loro diritto all’autodifesa.

L’impianto comprende oltre 250 alberelli e i partecipanti hanno declamato lo slogan “I martiri non muoiono” e altri slogan della rivoluzione.

Dopo gli interventi dozzine di cittadini hanno partecipato all’impianto degli alberi e del giardino commemorativo per rendere immortale il sacrificio dei giovani martirizzati a Suruc e il loro sogno di ricostruire Kobane.

Fonte e foto: UIKI (Ufficio Informazione del Kurdistan in Italia)

cambiamo sempre l’acronimo usato per definire il cosiddetto Stato Islamico (SI in italiano o IS in inglese), scrivendo ISIL (Il gruppo di criminali, drogati, terroristi islamici è conosciuto in arabo come ad-Dawlah al-Islāmiyah fīl-ʿIrāq wash-Shām, da cui l’acronimo Da’ish or DAESH (داعش, Arabic pronunciation: [ˈdaːʕiʃ]) e NON ISIS, che in inglese è il nome della Dea egizia ISIDE che nulla ha a che spartire con gli ormai famosi criminali, drogati, terroristi islamici.

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