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Essere, non apparire

Essere, non apparire
Essere, non apparire. In un mondo dominato dalla voglia di apparire, dalle esagerazioni coatte, dalle urla livorose contro chiunque in caso si verifichi un incidente personale e del tutto casuale, in un mondo dove le masse stolte e coatte scrivono sempre cartelli che parlano di angeli volati in cielo sia che si tratti di un bambino innocente che di un coatto prepotente, in un mondo dove tutti si tuffano per strumentalizzare in modo politico un incidente atroce, in questo mondo della spettacolarizzazione a tutti i costi, dell’apparire piuttosto che dell’essere, ecco una famiglia coerente e degna di massimo rispetto. Una famiglia che non accusa chi ha tentato di salvarli dal caldo torrido dell’ascensore chiuso e bloccato da oltre 20 minuti, una famiglia che non accusa il sindaco di Roma Marino di essere responsabile della morte del figlio (come altri zozzi, meschini e vigliacchi senza onore hanno fatto via media e via social network e via chiacchiere da bar), una famiglia che ha voluto solo il sindaco di Roma Marino (penso perché essendo il sindaco di Roma rappresenta di fatto tutti i cittadini) al funerale del figlio oltre ai familiari e ha scelto i funerali laici, in piena coerenza con le proprie convinzioni senza appecoronarsi al potere temporale del Vaticano, questa famiglia ha tutto il mio rispetto e la mia solidarietà. Ce ne vorrebbero molte di più di persone così!

Mi riferisco alla morte, del tutto accidentale, di un bambino di 4 anni caduto nella tromba dell’ascensore della metro A, fermata Furio Camillo a Roma. Il bambino è caduto durante un tentativo di salvataggio messo in atto da dipendenti Atac e due guardie giurate, perché i tecnici dopo più di 20 minuti di attesa (devono arrivare entro 30 minuti dalla chiamata) non erano ancora arrivati sul posto e la mamma ed il piccolo intrappolati chiedevano aiuto per via del caldo torrido e soffocante. I soccorritori non autorizzati perchénon tecnici addetti all’ascensore, hanno tentato una manovra per far uscire le persone intrappolate nell’ascensore facendole passare da un vano laterale su un montacarichi portato a livello dell’ascensore stesso, ma non hanno fatto intempo a mettere una pedana per coprire lo spazio tra una ascensore e l’altro perché il bambino si è subito divincolato dalla presa della madre correndo verso la porta aperta e cadendo nel vuoto.
“Non ce l’ho con le persone indagate, sono disperate quanto noi, hanno agito in buona fede”, ha dichiarato la mamma del bimbo di 4 anni. Le sue dichioarazioni e la sua integrità morale non sono state recepite da molte persone in cattiva fede che si sono sfogate via web, e neanche a qualche pennaiolo da strapazzo che ha pensato bene di titolare il suo delirio “La metro di Marino uccide un bimbo”! La cosa che fa riflettere e fa schifo è che molte persone leggono questa robaccia e ci credono pure!

Altri estranei che cercano solo di apparire per attirare persone ad aderire alle loro idee neofasciste e neonaziste basate su violenza, odio e ignoranza, hanno messo uno striscione nei pressi dell’ascensore dove si è verificato l’incidente dimostrando per l’ennesima volta al mondo intero la loro meschinità, cattiva fede e mancanza di onore.

La famiglia del bambino morto nell’ascensore non ha cercato la visibilità data dai media, non ha rilasciato interviste e, coerente con le proprie idee, non ha celebrato funerali religiosi. Nonostante la famiglia non fosse religiosa un TG regionale ha voluto intervistare il parroco della chiesa di zona dove abita la famiglia, ridicoli.

Il funerale laico del bambino si è svolto nel Tempio Egizio al Verano in forma privata, l’unica persona non di famiglia che la famiglia ha voluto al funerale è stato il sindaco di Roma Ignazio Marino.

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