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Concerto dei Blind Guardian a Roma

Concerto dei Blind Guardian a Roma

Concerto dei Blind Guardian a Roma. Sono andato a vedere i Blind Guardian lo scorso 6 Maggio: ecco com’è andata ai miei occhi…

Innanzitutto per me c’è stata una certa emozione nel tornare nel luogo che oggi è l’ Atlantico Live e che, ormai tredici anni fa, avevo conosciuto come PalaCisalfa in occasione del live dei Manowar del 2002. Da dodici anni non mettevo piede lì, avendo perso qualche concerto (un po’ per lavoro un po’ per privilegiare eventi più grandi nel periodo estivo), precisamente dal concerto di Malmsteen del 2003.

Il posto è cambiato, sembrerebbe in meglio. A memoria, il cambiamento più rilevante è negli spalti, che ai tempi accoglievano il pubblico delle partite di pallavolo, modificati in piccole balconate e non accessibili al pubblico dei concerti (peccato, da lì la vista era ottima). Migliorata l’acustica, che ha permesso un audio più che discreto nonostante i volumi non eccessivamente elevati (o forse sto diventando sordo io dopo tutti quei concerti in prima fila… Chi lo sa?). Unica pecca: dopo dieci minuti dall’ inizio, con gli Orphaned Land sul palco, l’aria era già irrespirabile, pessima areazione nonostante non sia ancora arrivata la vera estate romana. La cappa di umidità si tagliava a fette, costringendo molti a una continua spola tra l’arena concerto e il piazzale antistante. Come birra ho rimediato, nel suddetto piazzale, solo una Ceres in bottiglietta di plastica per 5 euro. Certi dettagli rimangono uguali anche dopo anni, a quanto vedo…

 

Gli Orphaned Land regalano uno spettacolo degno di nota, come già in passato avevo potuto vedere (sebbene con molto meno pubblico, alla Rock’n’Roll Arena di Romagnano Sesia (NO) con un tocco di “provocazione” in più. Ormai classica è la frase di apertura del cantante della band israeliana, che come sempre si annuncia al pubblico in tunica, scalzo, con barba e capelli lunghi, sentenziando “So che per molti di voi sarà una delusione saperlo, ma… Io non sono Gesù Cristo”, seguito da uno stormo di applausi. Stavolta, rispetto ad altri concerti, indulge nello sfoggio della lingua e della cultura autoctona, mostrando un paio di infradito al pubblico aggiungendo “Mannaggia ai sandali di Cristo!”. Ulteriormente motivato dal successo riscosso, leva i palmi al cielo al grido di “Porco D*o!”, ricevendo l’incoronazione (non di spine, per sua fortuna) del pubblico romano, che non si smentisce nemmeno in questa occasione portandomi a chiedermi chi sarà mai il genio comico bagagliniano che avrà suggerito questa battuta dal successo scontato al fiducioso cantante.

A parte la comicità, Gli Orphaned Land sono una garanzia: lo spettacolo è come sempre da pollice in su, trascinante nelle melodie prog/folk mediorientali come nei pezzi più “grezzi” degli inizi. Ottima l’accoglienza del pubblico, che consacra questo gruppo, emerso nell’ambito di nicchia del Folk Metal, ad un gradino più elevato di fama in Italia.

 

E’ il turno dei Blind Guardian. Che dire? La band tedesca riesce come sempre a calibrare i “colpi” da sparare. Miscela sapientemente nuovi lavori con vecchi classici, regalando al pubblico romano (in molti casi tradizionalista) perle come Bards’ Song, Mirror Mirror, Nightfall, Into the Storm, Valhalla alternate ai brani cardine del nuovo album “Beyond the Red Mirror” come Ninth Wave, Twilight of the Gods, Prophecies.

Notevole interazione fra Blind Guardian e pubblico, che (dopo l’annuncio della band che il concerto stava venendo registrato ai fini della pubblicazione di un album live) estende “Valhalla” di almeno altri cinque minuti mettendo in seria difficoltà la band che, all’ improvviso, non sapeva più come concludere il brano, divenuto improvvisamente il più lungo del concerto.

L’ esibizione dei germanici Blind Guardian può essere riassunta solo come “magistrale”: non un singolo errore è giunto al mio orecchio (anche se, ricordiamolo, anni di concerti potrebbero avermi reso un po’ sordo) e il gruppo ha dimostrato una notevole compattezza di suono e di presenza scenica. Indubbiamente chi ha potuto assistere allo show non potrà che riconoscere che la pluridecennale esperienza ha reso i Blind Guardian signori incontrastati del palcoscenico, ormai veterani del Metal in Europa e nel mondo.

Foto: Blind Guardian

Articolo di Lorenzone

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