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Palms (s/t 2013): ma c’era proprio bisogno di Chino Moreno?

Palms (s/t 2013): ma c’era proprio bisogno di Chino Moreno?

I Palms sono la creatura di due artisti apparentemente diversi ma con percorsi paralleli, il sopravvalutatissimo Chino Moreno, cantante dei Deftones, e Aaron Turner, chitarrista degli Isis (fra gli altri) e uno dei più apprezzatori produttori/musicisti della scena post-[aggiungete il genere che preferite].

Il risultato è prevedibile come il caldo ad agosto: gli intrecci di chitarra a volte melodici, a volte duri, altre volte onirici di Turner, vera forza del disco, interrotti o coperti dal cantato di Moreno, che varia dall’essere completamente inutile al discretamente noioso.

Turner, da buon ex straight edge degli anni ’90, ha capitalizzato ormai la lezione post-Fugazi di gruppi come June of ’44, Quicksand etc. ovvero la capacità di creare atmosfere drammatiche e evocative e alternarle a momenti più duri, lirici o addirittura epici. Le tracce non sono tutte di altissimo livello, c’è la buona title track Future Warrior, ma ci sono momenti assolutamente ridondanti, come Mission Sunset.

La presenza nel gruppo di Jeff Caxide e di Aaron Harris fa assomigliare molto il disco ad una specie di disco degli Isis con il cantato moscio di Moreno. Non basta la Ipecac, non basta la bella chitarra di Turner, Palms sembra un’operazione forzata e di facciata, gli stessi pezzi completamente strumentali forse sarebbero stati più dignitosi e più gradevoli (oppure aridatece il growling degli Isis).

Ma siccome i gusti sono gusti e io posso assolutamente sbagliare, ascoltatevi il disco in streaming e fateci sapere.

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