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Blitz di Greenpeace al Salone del Libro per salvare le foreste

Blitz di Greenpeace al Salone del Libro per salvare le foreste

Greenpeace occupa gli stand di Giunti e Rizzoli al Salone del Libro di Torino. Dopo il lancio del rapporto “Favole ammazza foreste!”, che inchioda i due giganti dell’editoria italiana, ancora nessun impegno da parte dei diretti interessati. Per questo i protagonisti delle favole “ammazza foreste”, scoperte da Greenpeace, sono andati ai loro stand per chiedere un incontro e trovare una soluzione.

L’attrice e testimonial di Greenpeace Barbara Tabita nei panni di “Alice nel paese delle meraviglie” e un attivista vestito da Cappellaio matto hanno fatto visita a Rizzoli con il messaggio “Vietato distruggere le foreste nella mia favola”. La stessa richiesta è stata portata allo stand di Giunti dagli attivisti vestiti da “ I tre porcellini”. I protagonisti delle due favole erano scortati dalle tigri di Greenpeace con i messaggi “Rizzoli distrugge la mia casa” e “Giunti distrugge la mia casa”.

«È dal 2010 che chiediamo a Rizzoli e Giunti di adottare delle politiche della carta a Deforestazione Zero senza avere risposte – afferma Chiara Campione, responsabile campagna Foreste di Greenpeace Italia. – Se siamo qui oggi è perché i lettori devono sapere che i libri di questi editori sono contaminati dalla deforestazione e dall’estinzione di specie protette».

A marzo 2012 Greenpeace ha fatto analizzare presso l’Istituto Tedesco della Scienza e Tecnologia della Carta undici libri per bambini, stampati in Cina nel 2011, di Giunti Editore (Giunti Kids e Dami) e del Gruppo RCS (Rizzoli e Fabbri). Quattro degli undici libri analizzati contenevano fibre di legno duro tropicale (MTH) provenienti dalla distruzione delle ultime foreste indonesiane. Questi i titoli delle favole “ammazza foreste” stampate in Cina: “Alice nel paese delle meraviglie” e “Le Mamme” (Rizzoli) –  “I tre porcellini” e “Le Macchine” (Dami).

La Cina è il primo mercato per la vendita della carta delle multinazionali indonesiane APP e APRIL. Le due aziende, APP in particolare, per produrre la carta distruggono le foreste e condannano all’estinzione le ultime tigri di Sumatra e specie arboree protette dal CITES come il ramino. Nonostante il dato allarmante, aumentano i libri di editori italiani, specialmente quelli per bambini, stampati in Cina.

Greenpeace, al Salone Internazionale del Libro di Torino, ha lanciato l’edizione aggiornata della classifica “Salvaforeste”. Cresce il numero delle case editrici che raggiungono la fascia “verde”, passate da 15 a 76 in soli due anni. Dal 2010, infatti, un numero sempre maggiore di piccoli e grandi editori ha adottato delle politiche di acquisto della carta a Deforestazione Zero. Tra questi Feltrinelli, De Agostini, Mondadori e il Gruppo GEMS. «Cosa aspettano Rizzoli e Giunti a fare lo stesso?» – conclude Campione.

Scarica il rapporto “Favole ammazza foreste!” e leggi la classifica “Salvaforeste.

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