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I Beagle di Green Hill, cuccioli liberati, attivisti arrestati e poi rilasciati in attesa del processo

I Beagle di Green Hill, cuccioli liberati, attivisti arrestati e poi rilasciati in attesa del processo

Tre giorni di vacanza e succede di tutto, a Green Hill, il canile lager di Montichiari in provincia di Brescia dove vengono allevati i beagle venduti alle aziende e ai laboratori che praticano la vivisezione e la sperimentazione animale di ogni genere.
Sabato 28 aprile 2012 si è tenuta una manifestazione a sostegno della chiusura del canile lager di Green Hill, nel corso della manifestazione alcuni attivisti, 12 per la precisione, sono riusciti ad entrare nell’allevamento e hanno liberato una trentina di beagle, la maggior parte cuccioli e una fattrice.

Il 28 aprile 2012 a Montichiari hanno sfilato più di mille persone in un corteo cittadino che è arrivato fino all’allevamento. Arrivati in prossimità di via Zeno, dove si trova il canile lager di Green Hill, i manifestanti hanno preso le vie dei campi, hanno raggiunto l’allevamento e non hanno trovato nessun tipo di blocco o impedimento per arrivare alle reti di recinzione. Alcuni manifestanti hanno deciso di entrare nel canile lager per liberare la maggiore quantità possibile di cani beagle. Sono state bucate le reti e molti beagle sono stati passati di mano in mano fin fuori dal canile per essere salvati da una morte lenta e orribile.

Da troppo tempo si pratica la vivisezione, da troppo tempo la vivisezione si pratica in silenzio giustificata da menzogne sulla presunta ricerca scientifica per il bene degli esseri umani, la menzogna dell’utilità e della necessità della vivisezione per il bene dell’umanità è stata smentita da Hans Ruesch e da molti scienziati in tutto il mondo che hanno dimostrato l’inutilità di questa pratica crudele. Il canile lager di Green Hill è diventato un simbolo tangibile di ciò che accade nei laboratori che ancora praticano la vivisezione da cui partono tanti cani vittime innocenti delle peggiori pratiche di tortura. E’ necessario chiudere Green Hill al più presto possibile.

In serata sono stati arrestati 12 attivisti, 8 donne e 4 uomini, che dopo aver passato la notte in questura sono stati portati nel carcere di Verziano a Brescia, con l’accusa di furto aggravato in concorso e violazione di domicilio aggravata. Dopo circa 48 ore, grazie anche e soprattutto alla mobilitazione di migliaia e migliaia di persone, tra le quali anche persone famose, i dodici attivisti sono stati rilasciati in attesa del processo per direttissima.

Il 9 maggio 2012 è l’ultimo giorno utile per la  presentazione degli emendamenti al testo dell’art.14 (ddl legge Comunitaria 2011) sulla sperimentazione animale, speriamo davvero che la pratica obsoleta della vivisezione venga abolita una volta per tutte in Italia per poi essere abolita e considerata superata e un reato tra i più gravi anche in tutto il resto del mondo. Quello che è accaduto a Green Hill il 28 aprile 2012 deve far riflettere tutti, anche e soprattutto i politici, che moltissime persone, si dice proprio la maggioranza degli italiani, sono contrari alla vivisezione.

Vogliamo esprimere tutto il nostro sostegno, la nostra solidarietà e vicinanza a queste persone, ragazzi normali, studenti, donne, madri di famiglia, impiegate, non certo terroristi – ha commentato Massimo Comparotto, Presidente OIPA Italia – Come OIPA ci renderemo disponibili a partecipare al sostegno delle spese legali necessarie per la loro difesa e continueremo nella battaglia per far approvare la legge comunitaria che vieterebbe gli allevamenti di cani, gatti e primati non umani destinati alla vivisezione”.
Le persone arrestate per la liberazione dei beagle dal canile lager di Green hill hanno anche tutta la mia solidarietà e spero abbiano anche quella di chi ci legge.

Il Coordinamento Fermare Green Hill ha ricevuto in forma anonima un video, una serie di fotografie e un testo, che documentano la nuova vita di alcuni dei fortunati cani liberati dall’inferno della vivisezione il 28 aprile. Queste immagini parlano da sole. Cuccioli pronti a giocare, felici, che non hanno nemmeno idea di cosa li avrebbe attesi in futuro se delle mani coraggiose non li avessero liberati dalle gabbie del più grande allevamento di cani destinati alla vivisezione di tutta Europa. Di fronte a questi cuccioli e ai loro occhi sfidiamo chiunque a dire che commettere un atto illegale pur di salvarli è sbagliato. E’ sbagliata la concezione che vuole gli animali oggetti in mano ad una ditta, che vuole dargli un prezzo, che li rende schiavi del profitto umano e fa arrestare coloro che li liberano per salvarli da atroci torture. Tutti liberi, umani e non umani!” si legge in un articolo apparso sul sito web del Coordinamento Fermare Green Hill dove potete vedere il video e le foto dei beagle liberati, ma “Attenzione”, si legge sempre nell’articolo, “tutti i cani usciti da Green Hill, anche se molto piccoli, sono già stati marchiati con un microchip. Le persone che dovessero trovarsi a custodire uno di quei piccoli, meravigliosi, esseri deve prestare la massima attenzione.
Pazientate per vedere il video e le foto dei beagle liberati, il sito del Coordinamento Fermare Green Hill ci mette un po’ a caricare la pagina.

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