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La Befana -parte 2-

La Befana -parte 2-

(…)Con il tramonto delle civiltà dell’Antica Europa non tramonta il mito della Befana e la festa viene ancora celebrata, la Befana era la Dea Madre legata allo spirito della foresta, della terra e del passaggio del tempo, ed è spesso associata alla figura della Dea Ecate. Nell’antica Grecia era associata ad Hera che portava dei doni alla fine del vecchio anno e all’inizio del nuovo.

All’epoca dell’Antica Roma la Befana era Diana che volava sui campi per renderli fertili, ma era anche la Dea Romana della Sabina di nome “Strina”, e la festa era la festa delle strenne, i doni portati dalla dea Strina. Il Rev. John J. Blunt, nel suo libro “Vestiges of Ancient Manner and Customs, Discoverable in Modern Italy and Sicily”, del 1832, scrive: “La Befana discende dalla Dea pagana Strenia, che portava i doni dell’anno nuovo, le “strenne” che da lei prendono il nome. I doni portati dalla Dea Strenia sono gli stessi di quelli che porta oggi la Befana: frutta secca e miele. La festa era osteggiata con forza dai primi cristiani per via dei costumi troppo rumorosi e licenziosi delle celebrazioni”.

 

La Befana è la Dea Madre porta abbondanza e rende fertili i campi, gli animali e gli esseri umani e dona i nuovi semi da piantare in futuro quando assume il suo aspetto di crona, di anziana, ormai non più fertile lascia gli ultimi doni prima di morire per rinascere di nuovo giovane e vigorosa nel nuovo anno. In un’incisione di Bartolomeo Pinelli del 1825, la Befana è rappresentata come la Dea Madre assisa su un trono e circondata da frutta, semi e altri prodotti del raccolto.

 

Oggi la Befana è rappresentata come una vecchia signora che vola nel cielo a cavallo di una scopa, vestita con abiti logori con un foulard in testa e uno scialle di lana nera sulle spalle, che porta un sacco pieno di doni per i bambini. La Befana mette i suoi doni nelle calze che i bambini lasciano appese al camino, e lascia i suoi doni la notte della vigilia del 6 gennaio. Ma la Befana, secondo alcune tradizioni popolari, deve morire, come deve morire il vecchio anno e come deve morire il periodoi dell’anno dominato dall’oscurità e dal freddo e come devono morire,   per completare il ciclo naturale di nascita-vita-morte, i vecchi. La morte simbolica della Befana è rappresentata ancora oggi bruciando un pupazzo di legna secca dalla forma di una vecchia signora con una scopa.
I cristiani, gli ultimi arrivati in Europa,  non potendo soffocare la festa della Befana e un’usanza così antica, pensarono bene di mascherarla sotto le spoglie delle storie legate all’Epifania di Gesù.(…)

LaBefanaPinelli

Fonti:
le opere di Marija Gimbutas, Riane Eisler, Joseph Campbell e Vicky Noble

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