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Elke Kramer, L’illustratrice grafica di jewelry design

Elke Kramer, L’illustratrice grafica di jewelry design

Elke Kramer è australiana come il suo marchio di gioielli, nato a Sidney nel 2004.

Ha ereditato la passione creativa dalla madre, graphic designer che l’ha allevata su una pila di cataloghi Letraset, sballottandola dolcemente tra inchiostri indiani e gouaches, modelli di punto croce e pezzi di trapunte.

Si laurea in design alla COFASchool of fine arts dove prende confidenza con grafica, tessuti, gioielli, ceramica e capisce che non le serve nulla d’altro per mettere in piedi il suo progetto, quello di unire la passione creativa per i bijoux, legandola alla precisione geometrica di linee e forme. Ma Elke è più di una sola cosa.

Danza tra illustrazioni, disegno grafico e tessile, multimedia ed editoria indipendente, passando anche per la professione di art director per Russh, Yen, Nylon, Dazed and Confused Japan. Legata alla figura di freelance per tre anni rimane vittima felice di un incontro, quello che ti cambia la vita ma ancora non lo sai.

Michelle Robinson le chiede la progettazione di alcuni gioielli per uno dei suoi spettacoli. Da qui gli ordini decollano.

Dice che il lato business delle cose non le interessa. È la sua creatività il motore che rende possibile l’avanzata del viaggio: “C’è un’irrequietezza innata nella mia creatività. Non riesco a limitare le mie idee a un solo medium, sono in una continua fase esplorativa, di materiali e sbocchi creativi per poter manifestare al meglio le mie idee. Ho una moltitudine di collaborazioni in cantiere, perciò non sono la persona più indicata per parlare di equilibrio. Faccio del mio meglio per non assumere un numero di compiti più elevato di quanto io sia in grado di gestire”.

Le sue fonti d’ispirazione sono i viaggi, magari in zone tropicali della terra, e amici e familiari. Ma poi anche le sorelle Mulleavy, ideatrici del marchio Rodarte, e la fotografia di Jeff Bark. Dice però di non seguire le tendenze, fiera della sua mente autonoma e audace. Tribalismo esotico, alta classe, carta da parati, periodo vittoriano e tratti art déco si celano dietro i materiali scelti. Soprattutto resina. Tagli netti ottenuti con il laser e assemblati manualmente. Il suo stile, che definisce “bold and zany” ha già trovato un porto sicuro in negozi come Colette e Opening Ceremony.

 

Fonte: vogue.it, Silvia Pisanu

 

 

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