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Tra Moda e Digital Art

Tra Moda e Digital Art

MATTEW WATKINS

Nato a Manchester nel 1962, cresciuto a Toronto, da 20 anni vive a Bari. Laureato all’Ontario College of Art nel 1984 in “Communication and Design”, ha conseguito un anno postlaurea in Greve in Chianti in Toscana dove ha anche realizzato la sua prima mostra nel 1985. Ha lavorato nel campo pubblicitario, della comunicazione e del marketing. Relatore di master universitari e corsi post laurea su arte e tecnologia tra cui quelli organizzati all’Università Bocconi di Milano, attualmente lavora come artista e consulente. Fra i suoi clienti grandi aziende del settore automotive, riviste di digital art e Adobe Systems. Co-fondatore della no profit IAMDA, (International Association of Mobile Digital Artists) che organizza annualmente una conferenza alla New York University/ITP di NYC, frequentata da artisti di tutto il mondo. Esponente tra i più autorevoli della nuova corrente di mobile digital art. i suoi dipinti variano dal noir, alla satira politica, al fantastico. Dal 2009 ad oggi ha partecipato ad oltre 12 mostre internazionali. I suoi lavori sono apparsi su stampa nazionale ed estera tra cui Wired, Washington Post, Daily Mail, Daily Telegraph, Digital Artist, Cult of Mac. Nel 2009 è stato protagonista di “ArtNews” e “Neapolis” in Rai, nonché del documentario “When digital meets art” per l’emittente koreana SBS. Watkins coltiva anche la passione per l’iphonography, ovvero per la fotografia scattata ed elaborata con l’iPhone. Premiato nel 2010 come miglior fotografo al Pocket Art Fest di Mostar, in Bosnia-Herzegovina.

Maggiori info su: www.watkinsmedia.com

6 Comments

  1. Ciao Alessandro
    volevo chiederti una curiosità premettendoti che di moda io ci capisco poco. Ho visto alcuni bozzetti disegnati da studenti di moda e mi chiedevo perché le donne hanno delle proporzioni completamente non realistiche, con queste gambe esageratamente lunghe e i busti così corti. C’è un motivo? Perché si disegnano modelli che poi non corrispondono alle reali proporzioni del corpo umano?

    Grazie in anticipo, magari è una domanda stupida…

    roxy

    • Ciao Roxy
      I bozzetti che vengono disegnati dai figurinisti sono stilizzazioni che, spesso e volentieri, non corrispondono assolutamente alla corretta anatomia umana. Questa modalità di disegno è infatti puramente estetica e, quando si realizza un qualsivoglia bozzetto, la figura umana nella sua interezza è sempre messa in secondo piano rispetto all’abito. Un figurino di moda ha le sue proporzioni ben definite, anche se alle volte non sembra, e si tende a verticalizzare molto il disegno per renderlo più “leggero” poichè se si dovessero rispettare le reali proporzioni la figura verrebe molto più tozza. Ciascun disegnatore che si rispetti tuttavia ha i suoi criteri di stilizzazione, a seconda del proprio gusto artistico-visivo, che spesso esulano di molto dai “canoni accademici”. Un’ illustrazione di moda o un semplice bozzetto dovrebbero comunque essere considerate delle opere puramente artistiche in grado di fornire delle linee guida, più o meno precise, a chi poi andrà a concretizzare in maniera più diretta il concept del designer.

      Spero di essere stato in grado di soddisfare la tua curiosità 🙂

      Un saluto

      A

      • Ciao Alessandro e Roxana.
        E’ vero, da quando esiste il bozzetto degli abiti creati dagli stilisti è sempre stato rappresentato da queste figure molto filiformi.
        Inquietanti quanto adesso ci siano tante modelle anoressiche, non dissimili da quei figurini. Sarà una coincidenza ma fa pensare, forse tutto nasce ancor prima della comunicazione di massa.

        Ho seguito in tv una serie interessantissima sulla “costruzione”, concedetemi il termine, di una sfilata di moda tra cui quella della Maison Chanell. Documentari molto ben fatti in cui spiccavano in maniera davvero triste le modelle molto molto molto magre a dispetto di tutte le campagne contro l’anoressia. Modelli estetici che trasmettono malattia invece che gioia.

        Ciao
        Una taglia 38

        • Guarda ti posso dire che il bozzetto e il disegno sartoriale sono cambiati, avevo una zia che cuciva da giovane (MOLTI anni fa, credo nel ’60 circa) e a casa aveva dei bozzetti sartoriali.Beh, erano magri ma almeno una 42 la indossavano XD. Io non ho nulla contro le taglie 38, se sono naturali, ma vedere gente che si ammala per poterci entrare non lo capisco.

        • Ciao Giggetta
          Tornando a parlare dei differenti “stili” nella rappresentazione di figurini di moda ti consiglio di dare una spulciata ai progetti sviluppati da Krizia nei primi anni della sua carriera e noterai quanto un’espressione artistica di quel genere può apparire differente rispetto a quella di Karl Lagerfeld per quanto riguarda la maison Chanel. Per quanto riguarda invece la scelta di modelle/i per catwalk varia da stilista a stilista così come i particolari delle taglie…Raramente si vedono modelle e modelli sorridere in passerella e questo, nel complesso, può dare un’idea di tristezza. Purtroppo credo che questo sia dovuto all’inesperienza dei soggetti in questione oltre che da specifiche direttive fornite loro da chi gestisce più direttamente l’organizzazione della sfilata (questa è una mia personalissima opinione ;))

          • Ciao Alessandro e Serena.
            Le vostre opinioni sono rispettabilissime e non c’è neppure bisogno di sottolinearlo. Premesso che capisco poco/nulla di moda, ho solo un approccio istintivo davanti a quello che vedo e un po’ di amici che si occupano di questo campo.
            Mi sono espressa male e sono certa che non si può fare di tutta l’erba un fascio.
            La mia brutta considerazione nasce dal fatto che ho trovato un collegamento tra il “molto passato e il molto moderno” (scusate per come scrivo). Nel mezzo mille sfumature, come in tutto. Questa nasce anche dal constatare che nell’ultimo periodo nei soliti canali di comunicazione, soprattutto nelle pubblicità di cosmesi o intimo… come dire… l’anoressia impera quindi a nulla solo valsi i segnali di pericolo di questa malattia. Scusatemi, sottolineo sempre la stessa cosa, purtroppo mi colpisce per varie ragioni.

            Grazie mille per i consigli ma soprattutto per questo scambio.
            G.
            p.s. la mia 38 sta su una “bassezza” di un metro e cinquantatrè. Ogni volta che entro in un cinema è una bella scommessa.

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