Gea-draconia.net

Pubblicità

Vivisezione, risposte di Hans Ruesch -parte 11

Vivisezione, risposte di Hans Ruesch -parte 11

D: La Polio non è stata debellata grazie agli esperimenti sulle scimmie?
R: È quanto si credeva una volta. Oggi si sa che è vero precisamente il contrario. Anche le campagne antipolio vennero messe in atto quando l’epidemia era già in declino. Cominciò a regredire in tutti i paesi non vaccinati nella stessa misura come nei paesi vaccinati. Questi ultimi, peraltro, subirono la solita recrudescenza della malattia subito dopo l’imposizione della vaccinazione. Particolarmente grave è stato il caso del Brasile, dove non c’era mai stata un’epidemia di polio fino al giorno in cui gli venne imposta la vaccinazione.
D: Questo vaccino ha realmente provocato tante catastrofi?
R: Sì, oltre al sospetto di aver scatenato l’AIDS. Nel 1983, per esempio – 30 anni dopo la pretesa eliminazione della Polio – ci furono scandali negli Stati Uniti, in Inghilterra e in Nuova Zelanda, presto soffocati, riguardo a questo vaccino. Le culture di tessuti dei reni di scimmia, sulle quali sia Salk che Sabin avevano sviluppato i loro vaccini, si dimostrarono molto nocive, precisamente perché erano di origine animale. Fu in questa occasione che si capì per la prima volta che dei virus congeniti, cioè innati, naturali per un animale e dunque innocui per lui, possono diventare virulenti quando saltano la barriera della specie, come quando vengono immessi nell’uomo. Questa scoperta portò alla produzione di un nuovo vaccino contro la Polio, molto più sicuro, coltivato su culture di cellule diploidi umane (v. capitolo “Vaccini cancerogeni” in Imperatrice Nuda).

SENZA RICORRERE AGLI ANIMALI

D: Un articolo sull’Osservatore svizzero-tedesco affermava tempo fa che è impossibile provare la presenza della tubercolosi in un malato senza sperimentazione animale. È vero?
R: Nemmeno per sogno. Questo genere di controverità scientifiche in favore della necessità della vivisezione e l’eccellenza miracolosa della medicina ufficiale appaiono continuamente sulla stampa svizzera, che allo stesso tempo rifiuta di pubblicare tutte le opinioni contrarie.
D: Allora non è vero che non si può provare la presenza della tubercolosi senza ricorrere agli animali?
R: Per parecchi anni, ricercatori incapaci di concepire un metodo diverso non avevano trovato di meglio per constatare la presenza o meno della tubercolosi in un paziente se non iniettare un miscuglio di sue materie organiche – tra cui un po’ di saliva, di pituita, di succhi gastrici e di urina – in un porcellino d’India e poi attendere varie settimane per vedere se l’animale sviluppava o non sviluppava la tubercolosi. I risultati – come sempre nel caso della sperimentazione animale – non erano affidabili. Da allora, i ricercatori più dotati hanno pensato di coltivare “in vitro” i batteri del paziente, cioè fuori da un corpo animale, in un brodo di cultura di queste sostanze, di modo che oggi l’esame si svolge per mezzo del solo microscopio e dà risposte sicure e immediate. Ma esistono sempre ancora ricercatori ottusi che se non ci va di mezzo un animale preferirebbero cambiare mestiere. (Continua)
Fonte: Fondazione Hans Ruesch per una Medicina Senza Vivisezione.

No Comments

Trackbacks/Pingbacks

  1. Gatti transgenici per la ricerca, l’ennesima follia dell’ottusità di alcuni esseri umani | Gea-draconia - [...] è ovvio, ma sappiamo quanto sono potenti le lobby farmaceutiche. Leggetevi il libro di Hans Ruesch “L’Imperatrice Nuda”, documentatevi…
  2. Vivisezione, risposte di Hans Ruesch -parte 1 | Gea-draconia - [...] Vivisezione, risposte di Hans Ruesch -parte 11- [...]
  3. Gatti transgenici per la ricerca, l'ennesima follia dell'ottusità di alcuni esseri umani | geadraconia - […] è ovvio, ma sappiamo quanto sono potenti le lobby farmaceutiche. Leggetevi il libro di Hans Ruesch “L’Imperatrice Nuda”, documentatevi…

Leave a Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Pubblicità
Pubblicità